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Cardo Mariano, depura e rigenera il fegato

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(di Pietro Sposito)La vita frenetica associata ad una alimentazione poco attenta, l’ausilio continuo della cucina “fast food”, il consumo frequente di ogni tipologia di bevanda e di alcolici in particolare, minacciano senza dubbio la salute di uno degli organi per noi più importanti: il fegato.

Escluse alcune eccezioni, tutto quello che noi ingeriamo passa attraverso il fegato che elabora tali sostanze rendendole utilizzabili dal nostro organismo e favorendo l’eliminazione di tossine ed elementi di scarto.

Da questo si deduce l’importanza di preservare la salute del nostro organo epatico con una vita sana e un’attività alimentare altrettanto sana, attenta e consapevole.

A questo punto ti stai preoccupando? Ti rivedi in questi comportamenti malsani e temi per la salute del tuo fegato? Non preoccuparti, a meno di casi estremi sei sicuramente in tempo per recuperare ed in questo ti viene in aiuto una fantastica pianta officinale: il cardo mariano.

Te ne descriverò le caratteristiche principali e le sue modalità d’impiego. Sei pronto? Partiamo:

Il cardo mariano (silybum marianum), è una pianta erbacea comune nei paesi del bacino del Mediterraneo. Appartiene alla famiglia delle Asteraceae e rappresenta un valido aiuto nel trattamento o come coadiuvante in terapie a carico dell’organo epatico.

Parte impiegata: frutti; foglie.

Costituenti principali: silimarina, lipidi con acidi grassi insaturi (acido linoleico, oleico), proteine (tiramina, ecc.), flavonoidi

Attività principali: antiepatotossica, epatoprotettrice, antiossidante e debolmente spasmolitica.

Impiego terapeutico: patologie del fegato (cirrosi, steatosi, epatiti, ecc.), ipotensione arteriosa, sindromi emorragiche (emorroidi sanguinanti, epistassi…).

Approfondimenti utili per te:

Il principio attivo più importante del cardo mariano è la silimarina composta da tre elementi fondamentali: silibinina (il più attivo), silidianina, silicristina. L’attività della silimarina è quella epatoprotettrice e rigeneratrice della cellula epatica. Presenta più siti d’azione, agendo:

1. come protettore di membrana cellulare,

2. impedendo l’ingresso di ulteriori tossine nell’epatocita (cellula del fegato),

3. come stabilizzatore di membrana diminuendone il ricambio di lipidi,

4. antiossidante di membrana impedendone la perossidazione lipidica;

5. in area intracellulare e nucleare aumentando la sintesi proteica favorendo i processi riparativi e di rigenerazione cellulare (rigenerazione delle cellule del fegato).

L’attività del cardo mariano è da attribuire, comunque, all’intero fitocomplesso e consiste in:

· Azione contro tossine e danni da alcool (protezione di membrana e attività sul nucleo)

· Miglioramento processi digestivi per le proprietà amaro-toniche-coleretiche

· Proprietà ipertensive, con aumento quindi di pressione arteriosa (per la presenza di tiramina)

· Proprietà antiemorragiche e spasmolitiche

· Proprietà immunostimolanti

· Per uso esterno in dermocosmesi attività come antiossidante.

Avvertenze importanti:

Da usare con cautela in soggetti ipertesi. Può dare manifestazioni allergiche. Cautela anche in donne che assumono contraccettivi orali per probabile aumento dell’eliminazione degli estrogeni. Il cardo mariano inibisce alcune forme di ciotocromo P450 (importante enzima epatico), modificando la farmacocinetica di alcuni farmaci. Sembra essere compatibile con la gravidanza e l’allattamento.

Forme farmaceutiche e posologia (molto imporntante):

i valori indicativi sono:

· 200mg-400mg giornalieri di silimarina suddivisi in 2-3 assunzioni.

· Infuso: un cucchiaino di frutti in 150ml di acqua bollente infondendo per 15 minuti. Tre tazze al giorno prima dei pasti

· Estratto secco: titolato in silimarina minimo 1.0%, una capsula 1-2 volte al giorno.

· Tintura madre: 30 gocce diluite in acqua 1-3 volte al giorno.

Conclusioni

Il cardo mariano ha dimostrato comportarsi come un vero e proprio scudo per il fegato, è un epatoprotettore contro agenti tossici come alcool, fumo, farmaci ecc. Un valido alleato per trattamenti di epatiti croniche, fibrosi e cirrosi epatiche, è presente in “molti integratori alimentari”, spesso in associazione ad altre erbe depurative. Attenzione però ad un impiego incontrollato. Un uso intenso è bene effettuarlo dietro valutazione medica.

Ritengo personalmente che la “Natura” abbia molto da offrirci come le tantissime specie vegetali (con le loro numerose proprietà curative) che vengono classificate con il nome di piante officinali (o erbe officinali). Da questa convinzione nasce la mia rubrica, il cui fine è la condivisione e la divulgazione delle proprietà queste meravigliose piante, il cui corretto impiego al momento opportuno, sicuramente aiuterà a mantenere buono il nostro livello di salute nel corso della vita.

Ti invito a contattarmi per qualsiasi approfondimento tu voglia avere in merito all’argomento, sulla mia pagina facebook: lanaturacura. Lascia un gradito commento, se vuoi, alla fine di questo articolo.

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