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Capodanno 2021 l’inciviltà prevale sulle Ordinanze

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Non sembra aver sortito alcun effetto l’ordinanza sindacale del 29 dicembre scorso con la quale il primo cittadino Raffaele Bene vietava la vendita e l’utilizzo di qualsivoglia genere di fuoco d’artificio nei giorni 31 dicembre 2020 e 1° gennaio 2021. Nella notte di Capodanno non sono mancati i trasgressori, che, a dire il vero, sono stati quasi in maggioranza. Poche le strade senza almeno una batteria di fuochi pronta ad esplodere, ancor più rari i condomini senza petardi e mortaretti in fila sull’asfalto. Un fallimento su tutta la linea, che ha palesato, se ancor ce ne fosse bisogno, la mancanza di controllo e l’assoluta anarchia in cui versa la città di Casoria, che da ormai troppo tempo ha deciso di bypassare leggi e regole. Quest’anno, a rendere il tutto più assurdo e grottesco è la quantità di fuochi fatti esplodere in questi giorni, che supera di gran lunga il quantitativo degli scorsi anni. Un vero e proprio festival della polvere da sparo, esplosa quasi ininterrottamente fino alle prime luci dell’alba. A farne le spese sono stati bambini e animali, che soffrono maggiormente il rumore causato dalle botte. Ancora una volta, a politica si è dimostrata incapace di tutelare e proteggere i più deboli.
Quello di questa notte è stato l’ennesimo trionfo della criminalità e dell’illegalità, che è riuscita oramai a penetrare in ogni strato della società. A rendere inefficienti le misure prese contro i fuochi d’artificio ci pensa la carenza personale nelle forze dell’ordine, impossibilitate a controllare e vigliare su tutte le arterie principali della città. L’organico carente rende altresì difficoltoso sequestrare i migliaia fuochi pirotecnici presenti in tutta la provincia di Napoli, venduti senza sosta 365 giorni l’anno. Non è solo un problema riguardante la notte di San Silvestro quella dei fuochi d’artificio, che, soprattutto a Casoria, vengono esplosi incessantemente per quasi un anno intero. Non sono mancati quest’anno gli ordigni requisiti i dagli operatori delle forze dell’ordine, i quali da sempre si battono per contrastare attività illegali come lo smercio dei botti clandestini, un commercio molto redditizio dalla criminalità organizzata, che soprattutto nel periodo delle festività conosce un periodo florido e remunerativo. Poche e scarse le misure per contrastare questo fenomeno. Negli anni sono apparse sempre più inutili le ordinanze, come quella di Bene, emanate a pochi giorni dal Capodanno. Pochi coloro che si riforniscono a ridosso delle festività, preferendo fare scorte mesi addietro per evitare di rimanere a secco. Non basta vietare i botti a Capodanno per lavarsi la coscienza, bensì andrebbe intrapresa un’azione seria e duratura contro i fuochi d’artificio, iniziando una massiccia opera di repressione ben prima del mese di dicembre, incentivando i controlli e facendo partire una seria campagna di sensibilizzazione per far comprendere anche ai più piccoli i pericoli derivati dai fuochi d’artificio.

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Non penso che tutti i rapporti dei servizi segreti siano scottanti. Alcuni giorni apprendo di più dal New York Times (cit.). Se esiste il diritto di cronaca esisterà anche quello di raccontare, perché un buon giornalista non è quello che scrive, ma quello che parla tacendo.