Ritorna il consueto appuntamento con “Botta e risposta con la politica”. Quest’oggi abbiamo il piacere di intervistare la consigliera comunale Luisa Marro, una vera e propria istituzione per la città di Casoria. Con la professoressa Marro abbiamo parlato del recente addio a Campania Libera e del suo ragguardevole impegno in difesa dei diritti civili. Buona lettura.
Lei ha da poco abbandonato il gruppo consiliare di Casoria Libera. Quali sono i motivi di questo addio?
I motivi sono da ascrivere ad una problematica di dignità personale, professionale e politica. Quando dopo tanti anni si milita in un gruppo e inizi ad avere la sensazione che la tua dignità politica stia venendo meno a favore di situazioni che non sono congeniali né alla mia persona né al progetto politico in generale allora vuol dire che c’è qualcosa che non funziona, probabilmente non stiamo più parlando la stessa lingua. Purtroppo il rapporto di fiducia è stato inquinato da membri del mio stesso partito con argomenti che non sono del tutto politici. Se si viene considerati elementi di disturbo nel proprio raggruppamento significa che ti trovi nel posto sbagliato.
Qual è il suo rapporto con il sindaco Raffaele Bene?
Io non sono andata via da Casoria Libera perché c’era Raffaele Bene. Il mio rapporto con il sindaco non è cambiato, benché io abbia delle posizioni che non concordano sempre al 100% con quelle del primo cittadino.
          Ha valutato la possibilità di entrare in Italia Viva, il nuovo partito di Matteo Renzi?
Quotidianamente devo rispondere a tante persone che mi chiedono se sono candidata alle regionali con Italia Viva. Al momento non c’è niente di vero, sto avendo un’interlocuzione con tanti partiti tra cui ci sono stati anche responsabili nazionali di Italia Viva, ma ciò non vuol dire che abbia aderito al partito di Matteo Renzi. Mi trovo in un periodo di riflessione in cui sto interloquendo con molteplici forze politiche. So che ai più potrà sembrare strano ma ho lasciato Campania Libera senza avere alcun accordo con un altro schieramento. Sono scesa dal carro del vincitore sapendo che il mio futuro politico sarebbe stato un’incognita. Se ho scelto di correre questo rischio è perché la mia dignità politica era stata messa fortemente in discussione.
Quali sono state le sue battaglie principali in questo primo anno di consiliatura?
Il mio settore primario è quello della scuola e delle politiche sociali. Ieri è passato il regolamento della consulta dei disabili, è un lavoro che ho svolto in sinergia con le opposizioni. Le mie battaglie primarie si concentrano sulla scuola e sopratutto sul riconoscimento dei diritti civili.
Lei si è battuta molto riguardo al tema dell’omosessualità. Cosa ha fatto per sensibilizzare i cittadini casoriani a questo argomento?
Casoria è stato il primo comune in Campania dopo Napoli, nel periodo in cui ero assessore, a proporre il registro delle unioni civili. Ho sempre cercato di porre l’attenzione sulla questione dell’AIDS e sulla lotta alla transfobia. Mi espongo molto riguardo a questi temi. Combatto per le strade cercando di sensibilizzare i casoriani a questi argomenti. Quando invito Vladimir Luxuria in città è perché credo sia utile puntare i riflettori sull’argomento. Ovviamente la presenza di un personaggio noto al pubblico crea interesse e curiosità e in questo modo si inizia a parlare seriamente della tematica.
Cosa ne pensa del presidente Vincenzo De Luca? Come valuta la sua gestione dell’emergenza Covid19?
De Luca ha dato prova di essere un condottiero, è forte, è autorevole e sa imporsi. È riuscito ad attrarre il popolo. Non sono però d’accordo su tutto quello che sta imbarcando dal centrodestra campano. La situazione di De Luca è talmente favorevole che risulta inutile creare così tante liste a suo sostegno. De Luca ovviamente vuole cavalcare l’onda per progetti futuri a Roma. Tutto questo però non deve diventare un compromesso a discapito della pulizia della politica. De Luca non ha bisogno di imbarcare tutte queste persone che, volente o nolente, hanno avuto problemi di giustizia. Sarebbe andata bene comunque.
Qual è attualmente la situazione della scuola Carlo La Catena di Arpino?
Siamo molto in ritardo, ieri in consiglio comunale ho detto che il Covid19 è una opportunità. C’è uno snellimento della burocrazia per la manutenzione e la messa in sicurezza delle scuole. Ci sono dei fondi che si sono sbloccati. A Casoria purtroppo manca programmazione, sopratutto in questo periodo post pandemia.
Lei è tra le consigliere più stimate nel panorama politico cittadino. A cosa deve questa particolare affezione? Qual è il segreto per essere così amati dai propri cittadini ?
La coerenza, la rispettabilità e sopratutto la disponibilità. Essere disponibili non vuol dire elargire o dare sempre qualcosa. Lunedì ho un appuntamento con le mamme della scuola “Carlo La Catena”, sono abituata ad ascoltare i problemi dei miei cittadini, se prendo un impegno lo mantengo. Quando le persone ti vedono impegnata acquisti stima e rispettabilità. Il mio motto, in politica e nella vita, è lavorare ed essere umili.
Consigli e proposte per migliorare la città di Casoria ?
Vorrei che il Parco Michelangelo si “riproducesse”. Vorrei più spazi verdi in città. La vita da vivere nel parco mi piace molto. Se non c’è la possibilità di organizzare poli di aggregazione per i giovani anche il parco può trasformarsi in un punto di riferimento. Queste nuove aree verdi possono essere adattate alla vita dei giovani allestendo bar e chalet. E sopratutto va evitato il proliferare di attività abusive all’interno di essi.
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