Ritorna il consueto appuntamento con “Botta e risposta con la politica”. Stamani abbiamo intervistato il giovane consigliere comunale Alessandro Graziuso. Insieme a lui abbiamo affrontato diversi temi di attualità che riguardano in prima persona i cittadini casoriani. Il consigliere ha parlato con noi dell’incombente dissesto finanziario del comune di Casoria e dei problemi legati al quartiere periferico di Arpino. Buona lettura.
Buongiorno, come valuta questo primo anno di amministrazione Bene?
Buongiorno a Lei.
È evidente che sia stato un anno particolarmente impegnativo e inaspettato, durante il quale abbiamo dovuto amministrare la città tra difficoltà più o meno conosciute, ma soprattutto eventi straordinari che hanno distolto forze economiche e organiche da quello che ci saremmo aspettati di fare già in un primo momento.
Penso, in particolare alla voragine di San Mauro e all’emergenza sanitaria nazionale ancora in corso.
A  ciò, si aggiunga che l’operato dell’amministrazione da qualche anno a questa parte si ritrova puntualmente a fare i conti con una situazione finanziaria tutt’altro che florida.
Devo riconoscere, che su molti punti le idee ed i progetti non hanno ancora trovato una concreta attuazione, ma un po’ per carattere, un po’ per la giovane età sono una persona che non demorde e nel rispetto dell’interesse della città, punto ad apportare un contributo fattivo per la crescita del territorio.
Dove nascono i problemi economici della città? Esiste un punto di non ritorno nei bilanci che ha causato questa grave situazione finanziaria ?
Sicuramente sono circostanze che non possono essere attribuite ad una sola gestione della res publica, ma ad un modus operandi che si è protratto nel tempo.
La grave situazione finanziaria in cui versa il Comune di Casoria, che oggi ci vede obbligati a dichiarare il dissesto, è conseguenza di una classe politica che nel tempo non ha saputo correre al riparo e operare in maniera incisiva e programmatica evitando il fallimento dell’Ente comunale.
In particolare, le cause che hanno condotto al dissesto, secondo quanto emerge dalla relazione dell’organo di revisione allegata alla proposta di delibera di dissesto all’ordine del giorno del consiglio comunale del 5 agosto 2020, possono essere così riassunte: a)  esistenza di debiti certi, liquidi ed esigibili di ingente importo derivanti da debiti fuori bilancio; b) bassa percentuale di riscossione delle entrate correnti; c) esistenza di uno  stock di residui attivi consistente.
La città è sempre più ostaggio della criminalità. Poche settimane fa sì è consumato un omicidio nei pressi del parco smeraldo. È giusto che il comune schieri le poche unità di polizia municipale solamente nelle zone centrali della città lasciando scoperte le periferie?
L’intero territorio comunale dovrebbe essere presidiato.
Anzi, a maggior ragione dovrebbero esserci posti di blocco nelle periferie dove la microcriminalità è maggiormente radicata.
Non possiamo permettere che accadano questi episodi, né tantomeno che alla luce del giorno ed in pieno centro avvengano furti e rapine, né ancora che tra le strade periferiche continui ad alimentarsi il fenomeno della prostituzione.
Oggi, nonostante gli encomiabili sforzi delle forze dell’ordine sul territorio, il sindaco e  il consiglio comunale a voce unanime hanno avanzato una richiesta nei confronti degli organi  sovracomunali, affinché siano destinate al nostro territorio maggiori forze di polizie e, all’occorrenza di Forze Armate, a sostegno dell’attuale ed esiguo numero, ma soprattutto a sostegno della città e di noi abitanti.
Arpino è da sempre uno dei quartieri più problematici della città. Poco valorizzato e completamente trascurato dalle ultime amministrazioni che non hanno saputo ascoltare i malumori degli abitanti di Arpino. Cosa avete fatto per risollevare quella zona e cosa proponete di fare nel breve periodo?
Come la storia ci insegna, i ponti e le grandi opere di collegamento tendono ad isolare la parte della città che sovrastano dal resto del territorio che la circonda.
È quello che è accaduto con Arpino, rimasta nel tempo estranea alla programmazione comunale.
Non si è pensato a creare dei luoghi di aggregazione, nonostante la sua consistente densità demografica, né sono state messe in campo risorse per rendere gli Uffici comunali funzionali ed efficaci.
Via Nazionale delle Puglie, quale strada principale e strategica, urge di un intervento straordinario, che vada anche a supporto delle tante attività commerciali che fanno sì che la zona sia ben servita e funzionale alle esigenze della vita quotidiana.
Per questa ragione, ci siamo fin da subito adoperati per evitare la perdita dei fondi RFI stanziati per la riqualificazione di via Nazionale delle Puglie, che dalla fine degli anni 90 ad oggi non sono stati ancora spesi.
Quali sono le richieste scritte nel documento firmato da lei e dai consiglieri Nicola Rullo, Stella Rosaria Cassettino, Luisa Marro, Vincenzo Ramaglia e Salvatore Iavarone? Cosa chiedete al sindaco Bene nello specifico.
Con il documento in parola abbiamo voluto mettere in luce, la mancata interlocuzione da parte del sindaco con una parte della maggioranza, che oggi continua a sostenerlo nonostante la non condivisione di alcune scelte.
Nessuna richiesta in particolare quindi,  ma solo un modo per rivendicare la nostra responsabilità e la nostra volontà di partecipare ed incidere in modo effettivo sull’incontestabile necessità di rivoluzionare Casoria e il modo di vivere nella stessa.
Ogni azione, anche minima, deve essere assunta in vista dell’idea e del cambiamento che abbiamo condiviso e per il quale abbiamo unito le nostre forze e capacità.
In questo senso, continueremo a sostenere l’operato del nostro sindaco.
Lei è stato eletto in una lista a supporto di Raffaele Bene e adesso è tra i consiglieri più critici verso la sua amministrazione. Da dove nascono questi malumori verso il sindaco? Cosa l’ha colpita in negativo in questo anno di maggioranza?
Nulla di personale, nei confronti di Raffaele Bene, che personalmente conoscevo e stimavo già  da prima di questa esperienza politica.
Ho creduto di poter percepire, come tutti i cittadini,  un giusto cambiamento già nei primi passi di questa amministrazione.
Ad oggi, sono più consapevole del tempo che ci vorrà per colmare le criticità del territorio, e della costante e disinteressata determinazione che deve condurre a ciò.
Seppure non immediatamente percettibile, ritengo sia importante mostrare una città che abbia un’implacabile forza di migliorarsi e di essere migliorata.
Per questo, è indispensabile il contributo di tutti, già nelle piccole azioni quotidiane.
È per questa ragione che scelsi per la mia candidatura la frase “Sii parte del cambiamento che vuoi vedere” di Gandhi, che ad oggi continua a guidare la mia azione politica.
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