La vicenda relativa alle presunte criticità nelle procedure di affidamento dei beni confiscati alla camorra, risale a qualche giorno fa, culminata nell’esposto inoltrato dai consiglieri pentastellati al Prefetto e alla Autorità Anticorruzione.

In sintesi: la procedura di affidamento sarebbe stata posta in essere in violazione delle norme del Codice degli Appalti; in particolare era stata evidenziata la mancata pubblicazione sul sito del Comune di Casoria, oltre all’incongruenza delle date ed il difetto di trasparenza in generale.

Ora la vicenda torna ad infiammare i già tesi rapporti tra maggioranza ed opposizione, dopo l’intervista rilasciata dal Sindaco Raffaele Bene ad una tv locale, in occasione dell’inaugurazione del Parco Michelangelo.

Ad una precisa domanda del giornalista sulla polemica circa le presunte irregolarità nelle procedure di affidamento dei beni sottratti alla criminalità organizzata, Bene ha liquidato la vicenda sbrigativamente, bollandola come una sterile polemica.

Non ci sta Elena Vignati, consigliera dei 5 Stelle la quale, in un’esternazione sui social, stigmatizza le dichiarazioni del Sindaco perché non rivelerebbero il dovuto rispetto per una vicenda seria che impone risposte precise ed immediate.

Vignati sottolinea che l’argomento è quanto mai serio, poiché in difetto di regole precise, un affidamento a terzi di beni per i quali sono previsti anche contributi economici, esporrebbe il Comune al pericolo rappresentato dalla possibilità che la Camorra possa ritornarne in possesso per vie traverse.

Una dura presa di posizione, dunque, del M5S che annuncia battaglia dopo aver investito della vicenda, come detto, il Prefetto e l’Autorità Anticorruzione affinché si possa annullare l’attuale procedura per dare la possibilità all’Ente di valutare ulteriori proposte.

La situazione, perciò, promette ulteriori sviluppi e, con ogni probabilità, si sposterà dai social all’aula consiliare quanto prima.

Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •