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Attentato alla Galleria Marconi, riaprono le attività colpite. Il consigliere Borrelli invita a sostenere i commercianti del territorio

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La bomba non ferma i commercianti casoriani. Il colpo inferto dalla malavita alla piccola imprenditoria cittadina è stato forte, temendo, di quelli che rischiano di mandarti al tappeto senza farti più rialzare. La storia di Pasquale Scala, titolare del marchio “Progress”, tra i più colpiti nell’attentato di lunedì notte, non può non emozionare una comunità messa in ginocchio dai recenti accadimenti di cronaca nera. Paky, così soprannominato dagli amici più stretti, non si è lasciato scoraggiare dalla brutalità degli eventi, rinunciando alla paura e allo sconforto. Sui social ha ribadito di non aver intenzione di arrendersi, ringraziando tutti per la solidarietà mostrata subito dopo l’esplosione. «È stata una brutta giornata quella di ieri, ma noi ci rialziamo. Grazie ad amici, fornitori, al mio staff, in meno di 24 ore, abbiamo riallestito il negozio più avanti. Io non mi fermo, vi ringrazio e ve lo ripeterò per sempre». Poche semplici righe, per dimostrare, se fosse ancora necessario, di non temere affatto le minacce della malavita, che nulla possono nei confronti del sostegno e dell’affetto di una comunità intera, stretta intorno a chi ha rischiato di perdere tutto, in un momento già reso duro dalla pandemia di Covid-19. Celermente è partita la catena degli aiuti, che ha visto la partecipazione di molti volti noti della politica locale. È il caso del consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, da sempre in prima linea nella difesa dei più deboli dai soprusi della criminalità e anche questa volta schieratosi apertamente con le vittime della Galleria Marconi. L’esponente dei Verdi ha infatti spronato sui social a sostenere economicamente le attività colpite, facendo acquisti nei negozi del territorio e diventando in questo modo protagonisti della rinascita di una città che non vuole saperne di arrendersi alle mafie.

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Non penso che tutti i rapporti dei servizi segreti siano scottanti. Alcuni giorni apprendo di più dal New York Times (cit.). Se esiste il diritto di cronaca esisterà anche quello di raccontare, perché un buon giornalista non è quello che scrive, ma quello che parla tacendo.