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Assegno unico per i figli, cosa c’è da sapere

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di Andrea Iadevaia, dottore commercialista – Dal  1  gennaio  2022  è possibile,  anche  per  le  categorie  che  prima  beneficiavano  degli  Assegni  Familiari  (ANF) richiedere  il  nuovo  assegno  unico  universale  (AUU).
La  domanda va presentata una  volta  l’anno  (quindi  ogni  mese  di  gennaio)  in  forma  autonoma telematicamente  sul  sito  dell’INPS  oppure  avvalendosi  degli  Istituti  di  Patronato.  
L’assegno  unico  che  andrà  a  tutte  le  famiglie,  spetta  dal  settimo  mese  di  gravidanza  del  bambino  fino  a compimento  dei  21  anni  di  età.  Verrà  erogato  non  più  in  busta  paga  per  il  tramite  del  datore  di  lavoro, come  accadeva  per  gli  ANF  ma  con  accredito  diretto  da  parte  istituto  sul  conto  corrente  del  genitore  che faccia  richiesta  degli  assegni.  
E’  previsto  un  importo  minimo  di  circa  50  euro  per  un  solo  figlio  minore,  oltre  al  quale,  per  ricevere  gli  assegni  in  misura  piena  (massimo  175  euro  per  un  solo  figlio  minore),  il richiedente  dovrà  allegare  alla  domanda  anche  un’attestazione  ISEE  in  corso  di  validità.  
L’assegno  poi  è potenziato  per  alcuni  casi  (es.  due  o  più  figli,  nuclei  monogenitoriali,  disabilità  e/o  non  autosufficienza)  e  si riduce  per  i  figli  dai  18  ai  21  anni. Al  fine  di  poter  comunque  effettuare  la  domanda  pur  in  assenza  dell’indicatore,  è  prevista  anche  la  facoltà di  trasmettere  la  richiesta,  per  poi  integrarla  successivamente  con  l’ISEE  stesso  ed  ottenere,  dalla  data  di presentazione  dell’indicatore,  il  ricalcolo  degli  importi. 
A differenza  della  vecchia  domanda  degli  Assegni  Familiari,  i  cui  importi  avevano  validità  dal  1  luglio  al  30 giugno  dell’anno  successivo,  per  il  nuovo  assegno  unico,  nonostante  le  domande  possano  essere presentate  già  da  gennaio,  essi  vengono  accreditati  a  partire  dal  mese  di  marzo  fino  al  febbraio  dell’anno successivo.,  fatto  salvo  l’obbligo  di  presentare  domanda  ogni  dodici  mesi. 
L’assegno  unico  universale  sostituisce  le  precedenti  e  già  esistenti  misure  di  sostegno,  quali  assegni  di natalità,  gli  assegni  nucleo  familiare  e  soprattutto  le  detrazioni  per  i  figli  fino  ai  21  anni.   
Quindi,  a  partire  dalla  busta  paga  del  mese  di  Marzo  2022  i  lavoratori  dipendenti  non  troveranno  più  nel cedolino  paga  le  detrazioni  per  i  familiari  per  i  quali  percepiranno  l’assegno,  mentre  verranno  ancora riconosciute  per  quelli  esclusi  dal  beneficio  (es.  figli  a  carico  ma  di  età  superiore  ai  21  anni). 
Ricordiamo  che  l’INPS,  sul  proprio  sito  istituzionale,  mette  a  disposizione  un  simulatore  per  calcolare l’importo  teorico  spettante.

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