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Arzano, lo Stato risponde alle minacce a Chiariello

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Blitz dei Carabinieri: 7 arresti. Decapitato il Clan 167 di Arzano. Un durissimo colpo che rappresenta la risposta dello Stato alle minacce ai suoi uomini, in particolare al Comandante della Polizia Locale Biagio Chiariello, oggi sotto scorta: sette affiliati alla cellula camorristica, costola frattese della cosca Monfregolo e avente al vertice Pasquale Landolfo, sono stati arrestati dai Carabinieri della Compagnia di Giugliano in Campania. È sempre più incandescente la situazione nell’area di nord di Napoli, dove, negli ultimi tempi, si è registrato un preoccupante aumento della criminalità organizzata, in particolare nelle zone di Arzano e Frattaminore, dove è ormai in corso una cruenta lotta per accaparrarsi le numerose zone di spaccio delle due città, al centro di casi di cronaca nera che hanno fatto riaccende nuovamente i riflettori sul dilagare della camorra nella società.

Un blitz partito tra domenica e lunedì notte che ha completamente decapitato il Clan, costretto a un’alleanza improvvisata con i Monfregolo per contrastare l’espansione incontrollata dei Cristiano-Mormile i quali, dopo essere stati cacciati da Arzano hanno l’intero su Frattaminore incontrando però la resistenza della famiglia Landolfo, che da tempo gestisce le piazze di spaccio della città. In manette sono finiti: Landolfo Pasquale, Cipolletti Francesca, Esposito Assunta, Martino Antonio, Sangiuolo Pasquale, Capuano Luigi, Landolfo Carmela. Oltre ai mandati di fermo, gli uomini della Benemerita diretti dal capitano Andrea Coratza hanno sequestrato 15mila euro in contante la cui origine è tuttora incerta, un fucile a pompa e munizioni di vario calibro e tra queste anche quelle per il Kalashnikov.

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Non penso che tutti i rapporti dei servizi segreti siano scottanti. Alcuni giorni apprendo di più dal New York Times (cit.). Se esiste il diritto di cronaca esisterà anche quello di raccontare, perché un buon giornalista non è quello che scrive, ma quello che parla tacendo.