sinter-arzano-4-480x330Giovedì 28 maggio ad Arzano, gran parte dei lavoratori della Nuova Sinter hanno restituito le tessere elettorali loro e quelle dei familiari. Un gesto che ha portato ad azionare una protesta contro la prospettata mobilità generata per la situazione societaria che sta vivendo la fabbrica, che è in procinto di fallire. Rammentiamo per chi ignora che la fabbrica produce le pulegge per motori. La Rappresentanza Sindacale Aziendale della Fim (Federazione Italiana Metalmeccanici), guidata da Gennaro Cardone presente all’interno dello stabilimento, ha avviato lo sciopero della fame e della sete da parte di tutti i dipendenti. Gennaro Cardone anche giovedì pomeriggio ha proseguito le proteste davanti alla fabbrica, in cui nel recente passato ha anche minacciato di suicidarsi se non ci fosse stato un avvicendamento tra azienda, sindacato e regione. Dovevano riunirsi mercoledì 27 maggio, ma a causa della campagna elettorale in atto, tutto è saltato. Sciopero della fame e della sete era stato attuato (perché poi è stato sospeso) in virtù di quanto dichiarato dall’assessore regionale al lavoro, Severino Nappi: “Gli 87 dipendenti che lavorano nello stabilimento Nuova Sinter, sono in cassa integrazione, successivamente saranno tutti in mobilità”. E’ intervenuto su questa triste vicenda il segretario provinciale della Fim, Michele Liberti, queste le sue parole: “Lanciamo un appello per incitare a tutti gli imprenditori locali e non a rilevare la fabbrica che ha sempre prodotto le pulegge di alta qualità alle migliori case automobilistiche”.

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