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In arrivo le prime scarpe realizzate in plastica riciclata dagli oceani

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scarpe-adidasLotta all’inquinamento dei mari? Si può fare anche con le scarpe. In coincidenza dello storico incontro di Parigi dedicato al clima, il gigante dello sport Adidas ha presentato un nuovo modello di sneakers realizzate combinando plastica recuperata nell’oceano, poliestere riciclato e reti da pesca sequestrate.

Adidas ha collaborato con Parley ( associazione che si occupa di proteggere gli oceani dall’inquinamento) per creare queste scarpe realizzate con la plastica raccolta nelle zone costiere delle Maldive.

La partnership tra le due aziende è stata annunciata nell’aprile 2015. Il principio che ha mosso questa iniziativa è stata la possibilità di trasformare la plastica sottratta al mare in materiale tecnico che può essere usato per creare prodotti ad alte prestazioni. Il materiale plastico riciclato viene usato per la parte superiore della scarpa. Ma Adidas x Parley non sarà l’unico prodotto in partnership tra le due aziende. Uno dei principali obiettivi è stato quello di sviluppare e sostenere le nuove tecnologie fornendo in tal modo un impiego per i rifiuti di plastica che viene recuperata dagli oceani.

“Stiamo creando nuovi standard, nuovi materiali e tecnologie che sono così diverse da quelle utilizzate fino ad ora nel settore degli articoli sportivi”, osserva Cyrill Gutsch, fondatore di Parley. È una sfida continua, ma abbiamo fatto il primo passo. Ora siamo in grado di sostituire nuova plastica riciclata con detriti di plastica raccolti dal mare”.

Sappiamo che aziende della moda e dell’abbigliamento sportivo come Adidas negli ultimi anni sono state spesso nell’occhio del ciclone per quanto riguarda le campagne anti-inquinamento e anti-sfruttamento dei lavoratori. Ecco che Adidas ora vuole mostrare che fare dei passi avanti è possibile almeno dal punto di vista dei materiali da utilizzare per produrre le scarpe.

Le scarpe saranno messe in vendita a partire dagli Stati Uniti nei negozi e online al costo di 220 dollari a partire da metà novembre.

Una bellissima iniziativa dal punto di vista del recupero dei rifiuti, ma resta da chiedersi chi produrrà queste scarpe. Speriamo che cambi presto anche la politica della delocalizzazione nei paesi a basso costo della manodopera, in cui si annida lo sfruttamento disumano dei lavoratori e persino dei bambini.

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Nato a Napoli nel 1989, ha lavorato nel mondo della moda dall’età di 18 anni, sfilando con molti brand nazionali e non. Abbandonato il mondo della moda per continuare gli studi, si è Laureato in Relazioni Internazionali e Diplomatiche. Appassionato di politica internazionale, economia, sport e fotografia, decide di aprire un blog: www.raffaeledelmondo.com, per condividere il suo amore per la moda e l’healthy food.