Ed eccoci al primo editoriale di aprile, con un leggero ritardo viste le festività che ancora proseguono tutt’ oggi.

Molti cittadini non saranno in sede e si godranno la giornata di sole, prima di tornare di nuovo al lavoro: è una tradizione che non scappa e auguriamo a tutti di avere trascorso e continuare a trascorrere una Pasqua e Pasquetta in pace e serenità.

Dolce è il dormire di aprile: un antico detto che ricalca la soavità  di un clima in cambiamento e trasformazione come può essere quello del passaggio dall’inverno alla primavera.

A Casoria splende il sole, almeno oggi, un’alba di una Pasquetta che si sa, dovrebbe portare pace e consolazione a tutti. Passano i mesi e la situazione in città diventa tristemente critica: proprio di recente abbiamo appreso, e abbiamo reso partecipi tutti voi, della mancata celebrazione, probabile, delle Universiadi a Casoria di cui presto pubblicheremo aggiornamenti.

Vi abbiamo reso partecipi di fatti di cronaca locale di cui purtroppo la nostra Casoria ne è vittima;abbiamo svolto approfondimenti sulle case dell’acqua, di cui quella di Arpino martoriata dopo nemmeno un mese dalla sua edificazione. Forse sono stati i Rom, o l’opera di cittadini incivili, questo non è dato sapere.

Il nostro comune,e abbiamo documentato la cosa con tanto di foto, con la pioggia come sempre, si è “sgretolato” e molte arterie si sono riempite di fosse profonde tanto da inghiottire una ruota; qualcuna è stata rattoppata alla buona, ma il disagio si ripresenterà con la prima pioggia anche leggera.

Anno nuovo, primavera nuova, disagi antichi: con l’arrivo dell’estate e della bella stagione, ci sarà chi si divertirà ad appiccare incendi, qualche casoriano già ci ha avvisato della cosa e giorni fa un odore “tipico” ha inebriato l’aria della periferia. La stagione degli incendi è vicina, possiamo solo sperare che il buon senso civico attenuino questa triste piaga.

Aprile porterà sicuramente qualche variazione nella vita casoriana:  non dimentichiamoci lo spostamento del mercato da via Calvanese a Via Michelangelo, cosa che è stata promessa immediatamente dopo Pasqua.

In effetti a parte questo, il vero bisogno dei cittadini si traduce, come sempre, in bisogno di  sicurezza, rifacimento stradale, benessere e maggiore senso civico.

Sembra un’utopia, ma in effetti sono i bisogni sacrosanti e primari di ogni cittadino per bene. A quel che sappiamo la situazione resta in bilico, e il buon senso sempre vacillanti… La realtà è triste, ma la speranza resta l’ultima a soccombere!

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