Quando cerchiamo un lavoro si corre il rischio di diventare potenziali vittime di persone senza scrupoli che mirano solamente a raggirare e a truffare gli altri. Soprattutto sul web, sui gruppi Facebook ‘Offro e Cerco Lavoro’, i copioni sono quasi sempre gli stessi e invitano i lettori a mandare Curriculum alle email citate nell’annuncio.
D’altro canto, è vero che se il web contribuisce a distribuire le truffe, ha anche la funzione di sgamarle con un po’ di attenzione.
 Da alcune settimane gira un post in cui viene chiesto di mandare curriculum per svolgere la mansione di volantinaggio per 200 euro a settimana. Ora, al di là del “mistero” che si cela nel richiedere un curriculum vitae semplicemente per distribuire dei volantini, ho deciso di rispondere all’annuncio in prima persona inviando dei miei dati personali fittizi.
Sono stata subito reindirizzato a un indirizzo Telegram https://t.me/alessiadirandstad e ho così potuto constatare che si tratta di un fenomeno chiamato phishing ovvero di una truffa informatica effettuata inviando un’e-mail con il logo contraffatto di un istituto di credito o di una società di commercio elettronico, in cui si invita il destinatario a fornire dati riservati (numero di carta di credito, password di accesso al servizio di home banking, ecc.), motivando tale richiesta con ragioni di ordine tecnico. Non ho fornito alcun dato ma sono stata al gioco condividendo il suo post (allegato in foto) ma contattando le persone in privato per invitarle a non inviare dati personali.
Ho anche contattato la stessa società per la quale si spacciava la signora Alessia per chiedere se ci fossero davvero loro dietro tutto ciò ma ovviamente hanno smentito confermando il phishing. Infatti, la società Randstad ha dichiarato al riguardo : “Siamo venuti a conoscenza di alcuni episodi in cui il nome Randstad e il relativo marchio commerciale sono impropriamente utilizzati da soggetti del tutto estranei al Gruppo Randstad.
Abbiamo infatti registrato casi di falsi annunci di lavoro pubblicati su siti web generalisti a nome di Randstad senza il nostro permesso, così come e-mail, messaggi, lettere, telefonate di finti reclutatori che – facendo indebito uso del nome e del marchio di Randstad – rappresentano tentativi illeciti di sottrarre denaro, dati personali o informazioni riservate di chi cerca lavoro.
Randstad non chiederà mai ad un candidato fotocopie di documenti di identità, o dati relativi a carte di credito o di debito nelle fasi preliminari di una ricerca di lavoro, né tanto meno il pagamento di somme di denaro a carico di candidati e lavoratori nell’ambito di una ricerca di lavoro o un processo di selezione. Qualora ciò accada, sappiate che non vi è Randstad dietro tali richieste: probabilmente si tratta di tentativi di frode per i quali vi chiediamo di prestare molta attenzione.
In tali eventualità vi invitiamo pertanto a collaborare con noi e segnalarci ogni evento anomalo”.
La stessa società ha chiesto, quindi,  ai cittadini di inviare segnalazioni sul loro sito web in caso di particolari richieste a loro nome.
Purtroppo queste truffe sono all’ordine del giorno e ciononostante troppe persone inviano dati personali senza fare ricerche, senza pensarci più di due volte, a persone che nemmeno si conoscono. Chiedono informazioni a chi ha postato l’annuncio quando dietro quel post potrebbe nascondersi chiunque e soprattutto, mi rammarica dirlo ma molti ‘credono al ciuccio che vola’, come si suol dire da noi. Nessuno ti dà 800 euro mensili per pubblicizzare dei loro annunci sui social (perché alla fine il cosiddetto volantinaggio era online), nessuno regala soldi facili ma molti, troppi danno false speranze a brava gente, ingenua ma speranzosa di uscire dal tunnel della disoccupazione.
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