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Anniversario dell’Istituzione dell’Associazione laicale Adoratrici e Adoratori del Santissimo Sacramento

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don Sossio e mons Pelvi(Silvana Musy) Il giorno 7 febbraio le suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato di Casoria, in occasione dell’Anniversario dell’Istituzione dell’Associazione laicale adoratrici e adoratori del Santissimo Sacramento, hanno organizzato un incontro di preghiera e formazione presieduta da Mons. Vincenzo Pelvi, Arcivescovo di Foggia. L’associazione laicale “Maria Cristina Brando” ha lo scopo di sollecitare la comunità cristiana ad una più piena e consapevole partecipazione alla vita eucaristica ed in modo speciale all’adorazione riparatrice di Gesù presente nel Sacramento dell’altare secondo lo spirito della famiglia delle suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato fondata da santa Maria Cristina.
Gli adoratori infatti si impegnano a vivere la vita cristiana attraverso la preghiera quotidiana, l’ascolto, la meditazione e la partecipazione ai Sacramenti. Partecipano, inoltre, a convegni di studio, seminari ed attività di formazione. Si impegnano altresì a testimoniare quotidianamente i valori cristiani, sostenendo le iniziative spirituali e pastorali della Chiesa e partecipando con entusiasmo e fede viva alle solennità eucaristiche mariane.
L’incontro di preghiera e formazione ha avuto inizio alle ore 16,00 e Monsignor Pelvi ci ha sollecitato a riflettere e meditare sul Vangelo di Luca, in particolar modo sul cap. 7,36-50.
Qui troviamo tre persone diverse che si incontrano: Gesù, Simone il fariseo e una donna peccatrice. Simone ha invitato a pranzo Gesù, ma nella sua casa c’è un clima imbarazzante. La mensa che solitamente è simbolo di amicizia e condivisione, qui non lo è, difatti manca il clima di amicizia: Simone non accoglie Gesù con il tradizionale bacio, né lo fa rinfrescare o profumare; vuol apparire “aperto”, pronto al “nuovo”, ma in realtà è teso ed impaurito del giudizio del Maestro. Questo suo atteggiamento ci fa molto riflettere sui nostri comportamenti perché spesso noi non ci relazioniamo bene con gli altri, abbiamo paura della critica e restiamo chiusi in noi stessi. In poche parole noi siamo Simone quando rimaniamo chiusi nel nostro mondo, non capiamo le situazioni, e invece di accusare noi stessi, giudichiamo gli altri senza…remissione.
Mentre sono seduti a tavola, arriva una donna, si mette dietro Gesù e comincia a piangere, bagna i piedi di Gesù con le sue lacrime, scioglie i capelli per asciugarli, li bacia e li unge con oli profumati. Gesù non si tira indietro, né allontana la donna, ma accetta il suo gesto. Questo suo atteggiamento verso le donne costituisce uno degli aspetti della novità di Gesù dato che all’epoca le donne vivevano emarginate e nella sinagoga non partecipavano alla vita pubblica. Il fariseo, nel vedere Gesù accogliere la donna, lo critica e condanna la donna:“Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice. Gesù usa una parabola per rispondere alla provocazione del fariseo. (Luca 7,41-43) : “La parabola dei due debitori” facendo intendere che chi più ama, più riceve il condono dei peccati.
Pur essendo ospite del fariseo, Gesù difende la donna contro la critica del giudeo. Gesù perdona la peccatrice e le dice: “La tua fede ti ha salvato. Vai in pace!” Qui la novità dell’atteggiamento di Gesù: non condanna, ma accoglie. È la fede che aiuta la donna a incontrarsi con se stessa e con Dio. Nella relazione con Gesù, una forza nuova sorge in lei e la fa rinascere.
mons.pelviLa misericordia di Gesù fa nuova la vita della peccatrice mentre cerca di fare luce nel cuore del fariseo. Tre volte Gesù elenca a Simone tutti i gesti compiuti dalla donna, per fargli capire che solo lei ha agito secondo quanto Dio si aspetta da una persona giusta, invece il fariseo tratta Dio con calcolo, con un’ipocrisia camuffata da religiosità.
La donna ama molto Gesù, Simone solo per interesse personale. Dio può perdonare chi lo ama molto, ma non perdona Simone perché il suo amore è  inesistente.  Questo è l’insegnamento della parola del Signore:
§Più amiamo, più sperimentiamo la gioia di essere perdonati, più perdoniamo, più sperimentiamo la gioia di amare!>
Dopo questa bella riflessione, Mons. Pelvi, coadiuvato da don Sossio Rossi, ha celebrato la Santa Messa durante la quale sono stati presentati i nuovi Adoratori che hanno ricevuto lo Statuto ed il medaglione, simbolo di adesione all’Associazione Laicale “Maria Cristina Brando”.
Un’Adoratrice, a nome di tutti ha poi ringraziato il Vescovo di aver partecipato a questo incontro ed ha ricordato che, proprio grazie ad un suo consiglio alla Madre Generale, suor Gemma Imperatore, è nata l’Associazione laicale “Maria Cristina Brando”. Dopo il ringraziamento al Vescovo, tutti ci siamo riuniti in una fraterna “Agape” finale.