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Anna Langella (CNGEI) al Giornale di Casoria: “Scoutismo rende i giovani responsabili. A Casoria siamo realtà consolidata”

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Intervistata ai microfoni del Giornale di Casoria, la presidente del Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani di Casoria Anna Langella ha risposto, in esclusiva alla nostra redazione, ad alcune domande riguardo le attività della sezione cittadina del CNGEI. Ecco le sue parole.

Buongiorno, partiamo con la domanda più importante di tutte: che cosa sono gli scout?

«Buongiorno a lei. Il C.N.G.E.I. che conta circa 12.000 soci, è un movimento educativo scout che ha come finalità quella di contribuire alla costruzione di un mondo migliore attraverso l’educazione dei giovani. L’attività proposta si rivolge a tutti i giovani senza alcuna distinzione; partendo dai loro bisogni e attraverso una progressiva responsabilizzazione, li educa al rispetto ed all’impegno verso se stessi, gli altri e l’ambiente. Essere scout significa essere un  buon cittadino: un cittadino in grado di compiere scelte autonome e responsabili, impegnato in prima persona per promuovere la solidarietà, i diritti universali, la pace, la tutela dell’ambiente; un cittadino che percorre un proprio cammino spirituale orientato a dare un senso alla propria vita. La Sezione CNGEI Casoria APS, che conta circa 150 iscritti, è aderente alla Associazione Nazionale quale entità autonoma territoriale ed è presente da ben 51 anni con le proprie attività, rappresentando sul territorio  una realtà consolidata, punto di riferimento per i giovani e le proprie famiglie».

Quali sono le vostre attività e in che modo agite per il territorio?

«Lo scopo dello scautismo è quello di favorire lo sviluppo del carattere dei giovani, rendendoli capaci di acquisire progressivamente responsabilità, indipendenza, oltre che lealtà e capacità di cooperare e di imparare a guidare la propria vita. Le attività, quindi, proposte ai ragazzi hanno tutte lo stesso fine, ma impostate in maniera diversa a seconda dell’Unità/Gruppo a cui si riferiscono».

Quali sono gli insegnamenti che impartite a chi decide di diventare uno scout?

«Nella prima Unità, chiamata “Branco” (bambini/e 8-11 anni) tutto avviene tramite gioco. Le parole chiavi del Branco sono: “tutto è per gioco, niente è per gioco”. Nella seconda Unità chiamata “Reparto” (ragazzi/e 12-16 anni), si scopre l’avventura scout: montare una tenda, accendere un fuoco, cucinare sulla legna e in più attività di pionerismo (nodi), di costruzioni, di  orientamento e chi più ne ha più ne metta. Nella terza Unità chiamata “Compagnia” (ragazzi anni 17-19), le attività contribuiscono alla crescita dei giovani attraverso la progressiva assunzione di responsabilità ed il coinvolgimento attivo sul proprio territorio e nella società. Tutte e tre le Unità sono sensibili al rispetto ed alla cautela della natura e dell’ambiente».

Cosa significa, nel 2021, essere scout?

«Essere scout significa vivere la propria vita all’insegna dei valori e dei principi fondamentali del nostro movimento; già dal  2020 e per  tutto il 2021 fino ad oggi,  le difficoltà si sono presentate numerose; nonostante ciò, noi Scout perseguiamo con costanza la nostra ideologia,  consci e sicuri che i nostri valori hanno assunto una importanza ancora più grande  scontrandosi con la realtà difficile del momento storico che viviamo».

Qual è, invece, il vostro rapporto con la religione?

«Il CNGEI realizza, un’azione educativa laica, indipendente da ogni credo religioso e da ideologie politiche, che impegna i giovani al conseguimento ed all’approfondimento delle scelte personali».

In che modo la pandemia ha toccato il vostro movimento? Quali sono le sfide che questo difficile periodo storico ha posto agli scout?

«Le restrizioni normative legate all’emergenza sanitaria non ci hanno consentito il regolare svolgimento delle nostre attività, vista l’impossibilità di incontrare i nostri ragazzi di persona. Ad ogni buon conto, la pandemia non ci ha impedito di realizzare azioni di solidarietà volte a supportare coloro che hanno vissuto  questo particolare momento storico con difficoltà economiche e sociali; i nostri sforzi si sono dunque concretizzati in raccolte fondi finalizzate alla distribuzione di buoni spesa mediante un’attività sinergica con il Comune di Casoria, che ha individuato le famiglie destinatarie; inoltre, non è mancato l’aiuto materiale a quanti, costretti in casa senza poter ottemperare alle primarie necessità  legate alle più svariate esigenze, hanno avuto bisogno di assistenza. La continuità  della nostra azione educativa, che comunque non si è fermata nonostante l’emergenza mondiale, rappresenta la sfida che abbiamo vinto, restando sempre attivi sul territorio con l’impegno di tutti i nostri ragazzi che, come sempre, hanno agito secondo  l’insegnamento lasciatoci dal nostro fondatore, Robert Baden-Powell: “Essere buoni è qualche cosa, fare del bene è molto meglio”.»

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Non penso che tutti i rapporti dei servizi segreti siano scottanti. Alcuni giorni apprendo di più dal New York Times (cit.). Se esiste il diritto di cronaca esisterà anche quello di raccontare, perché un buon giornalista non è quello che scrive, ma quello che parla tacendo.