Home Cultura “Angelique”, romanzo d’esordio di Francesca Carotenuto. Due chiacchiere con l’autrice

“Angelique”, romanzo d’esordio di Francesca Carotenuto. Due chiacchiere con l’autrice

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1929897_1560772827568701_6234438113526850206_nQual è il senso dello scrivere? Per ragionare su questa domanda amletica è necessario ripartire dall’intimo rapporto che si instaura alchemicamente tra un soggetto e la carta intrisa d’inchiostro, rifugio d’emozioni, a volte recondite, altre meno. Ad ogni modo, senza spremerci tanto le meningi, la risposta più ficcante a questo interrogativo la diede tempo addietro Pier Paolo Pasolini: “Mah, senso nessuno, mi sembra una cosa completamente priva di senso. Io continuo ad essere scrittore per forza di inerzia, ho cominciato a scrivere poesie a 7 anni e mezzo e non mi sono chiesto perché lo facessi. Ho continuato a scrivere per tutta l’infanzia e l’adolescenza ed eccomi qui a scrivere ancora. L’unico senso possibile è un senso esistenzialistico cioè l’abitudine ad esprimersi così come si ha l’abitudine di mangiare e dormire”. Un impulso esistenzialistico che evidentemente ha avvertito anche la nostra scrittrice napoletana emergente, Francesca Carotenuto: 30 anni, laurea in Scienze del Servizio Sociale. La sua opera prima, da poche settimane nelle librerie e pubblicata dalla casa editrice Eracle, si intitola “Angelique“. La giovane autrice tesse in un perfetto connubio tra fantasia e realtà la storia di una donna, Angelique appunto, che ha tutto nella vita: dei genitori che le vogliono bene e che lei ama senza misura, un’amica con la quale cresce insieme fino a diventare come due sorelle. Ma la vita non è sempre rosea. Angelique deve affrontare delle gravi perdite che la porteranno a fare delle scelte sbagliate. Incontrerà quello che lei reputa il suo amore, gli donerà tutta se stessa. Ma quest’amore non sarà ricambiato come lei crede, quell’uomo diverrà il suo peggior incubo. Chi la tirerà fuori dai guai? La sua amica Isabelle o incontrerà qualcuno nel corso della sua fuga? Riuscirà a riavere di nuovo la vita di prima?
Abbiamo incontrato Francesca in un pomeriggio partenopeo profumato di caffè, che ha risposto alle nostre domande.

Francesca, quando hai deciso di scrivere il tuo primo romanzo “Angelique”?
Ho deciso di scrivere il libro l’estate scorsa. Lo avevo sempre voluto fare. Non l’ho mai fatto per tempo. Ho donato anima e cuore a questo romanzo.

In quanto tempo lo hai scritto?
L’ho scritto in circa tre mesi. L’ho fatto per passione, per mettere nero su bianco le mie idee.

Perché è importante scrivere un libro?
Perché scrivere un libro è lasciare nel tempo qualcosa di sé.

Hai avuto momenti di scoramento durante la stesura?
No, solo momenti di stasi, dettati dal desiderio di evitare banalità. Cercavo degli spunti ovunque e appena mi veniva in mente qualcosa, anche per strada, mentre aspettavo il pullman, appuntavo sul mio taccuino.

Come si scrive tecnicamente un romanzo?
La tecnica conta fino ad un certo punto. Per me bisogna avere un’idea, essere ispirati, poi tutto vien da sé.

Quale messaggio vuole lanciare il tuo libro?
Un messaggio positivo e di forza: mai darsi per vinti! Non è mai tutto perduto, tutto può cambiare, anche se si viene da esperienze negative. Il tema dominante del mio romanzo è infatti la tenacia, la determinazione.

Ti rivedi nel personaggio di Angelique? Cosa c’è di Angelique in te?
Sì, un po’ mi rivedo. Credo che chi scriva metta sempre un po’ di se stesso nel personaggio principale. Di Angelique in me c’è sicuramente la forza di rialzarmi ed andare avanti nella vita, sempre e comunque.

Cosa ha Angelique che tu non hai, invece?
Un figlio. Specificamente, il rapporto che Angelique ha con il figlio Stefan, di complicità, amore simbiotico. E’ il tipo di rapporto che un domani vorrei avere con i miei bambini.

Ci vuole molta fantasia per scrivere libri?
Sì, molta, e sensibilità e tanto, tanto tempo.

Dove è possibile acquistare il romanzo?
“Angelique” lo si trova alla Feltrinelli, alla Mondadori; in rete su Amazon, Eracle e IBS.