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Allerta ossiuriasi ( vermi dei bambini) negli istituti scolastici del Napoletano

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Da qualche giorno bambini e genitori ravvisano la presenza di ossiuriasi, meglio noti come vermi dei bambini, in alcune scuole di Casoria. Sembra però che l’ossurasi si stia manifestando anche in altri istituti scolastici di Arzano, Casalnuovo, Giugliano e Napoli.

Sintomo tipico di questa infestazione è il prurito della zona anale che induce, specie i bambini, a grattarsi continuamente il sederino. Gli ossiuri entrano nell’organismo attraverso la bocca, sottoforma di uova. L’infestazione, molto contagiosa, è di solito accidentale, cioè in seguito all’ingestione o inalazione delle uova annidate sotto le unghie, sopra gli oggetti, sul WC, tra le fibre degli indumenti o degli asciugamani.

Una volta raggiunto l’intestino, i parassiti si riproducono e depositano nuove uova a livello perianale, dove causano il sintomo più tipico, cioè l’intenso prurito.

In genere,bambini e adulti sviluppano l’infestazione dopo l’ingestione delle uova

di questi parassiti che avviene, tipicamente, per mezzo delle mani che hanno toccato, in precedenza, oggetti contaminati.
I piccoli hanno infatti un sistema immunitario ancora non maturo, quindi meno efficace nella risposta agli agenti esterni, e una spiccata abitudine a trascurare le buone norme igienico-sanitarie. I bambini infatti tendono a toccare dappertutto e a mettere le mani in bocca senza averle prima lavate, scambiano tra loro oggetti portati alla bocca e giocano spesso per terra e con la terra.

Il rischio di contagio all’interno dei nuclei famigliari e tra il personale a contatto con i bambini (insegnanti, baby sitter) è molto elevato.

Le uova deposte dagli ossiuri diventano infettive nel giro di poche ore e sopravvivono per due o tre settimane su capi di abbigliamento, biancheria da letto e altri oggetti. A tal proposito, studi scientifici hanno dimostrato che, sulle mani dell’essere umano, le uova degli ossiuri possono sopravvivere per diverse ore, mentre sugli oggetti contaminati, se l’ambiente è ottimale, cioè umido, possono sopravvivere anche per tre settimane. Oltre all’ingestione di uova, un’altra possibile e non trascurabile modalità di trasmissione degli ossiuri è l’inalazione.

Cani e gatti, come peluches e giocattoli sono veicoli di questi elminti, ma va ricordato che gli animali domestici non possono essere infettati perché questi elminti sono parassiti solo per l’uomo.

Sicuramente il pediatra va interpellato quando il bambino lamenta prurito al sederino o se si gratta continuamente nella zona rettale o genitale. Gli ossiuri potrebbero inoltre essere la causa di disturbi del sonno o di enuresi: il bambino può bagnare il letto perché l’enterobio può irritare l’uretra, il canale attraverso la quale l’urina esce dal corpo, provocando la diuresi nelle ore notturne.

Oltre al prurito della zona anale, che si manifesta soprattutto nelle ore notturne, altri segni tipici dell’infestazione da questi elminti consistono nei disturbi del sonno, enuresi, debilitazione della salute generale e malnutrizione. Raramente si può verificare l’infezione alle vie urinarie. Nelle bambine l’irritazione e il prurito possono interessare anche l’area vulvare. Più raramente può comparire bruxismo (il bimbo digrigna inconsapevolmente i denti, soprattutto di notte). Alcuni soggetti sono invece del tutto asintomatici.

La diagnosi è facile.

Sono fondamentali l’osservazione delle feci e della zona anale, oltre all’esecuzione di un Scotch test. I vermi bianchi di circa un centimetro possono essere visti nelle feci e sulla pelle vicino all’ano o sulla biancheria intima, pigiama, o asciugamani circa 2 o 3 ore dopo che l’ospite si è addormentato, quindi il primo mattino.

Lo scotch test consiste nell’applicazione, per qualche secondo, di un piccolo segmento di nastro adesivo (2,5cm), nell’area anale del paziente. Il nastro adesivo serve per raccogliere le uova deposte dalle femmine del parassita. La raccolta deve essere fatta al mattino, subito dopo il risveglio. Il segmento di scotch viene quindi appoggiato su un vetrino e chiuso ermeticamente in un sacchetto di plastica e portato al laboratorio per l’analisi al microscopio e la ricerca di eventuali uova. Di norma, il test va ripetuto per 3 volte, in 3 giorni separati.

L’infestazione da ossiuri è trattata con farmaci antiparassitari prescritti dal medico. La cura prevede, solitamente, due dosi da assumere a due settimane una dall’altra.

I farmaci che possono essere impiegati sono: mebendazolo, l’albendazolo e il pirantel pamoato. La terapia è molto semplice. La sera si prende una compressa di antiparassitario e si ripete il trattamento dopo due settimane.

I farmaci vermifughi sono molto efficaci, ma non eliminano il prurito, che può durare anche per una settimana dopo che è stata assunta la terapia. In questi casi è possibile associare una crema per dare sollievo. In caso di nuovo contagio il trattamento va ripetuto.

Limitare l’assunzione di zuccheri e carboidrati può aiutare il successo della terapia. Proprio dal meccanismo d’azione di alcuni antiparassitari, si ricava l’importanza di limitare l’assunzione di zucchero. Coloro che consumano molti carboidrati (pasta, riso e dolci) sono infatti più vulnerabili all’infestazione parassitaria. I vermi spesso prosperano nello zucchero.

Una corretta igiene intima, tutte le mattine, e il quotidiano cambio della biancheria intima possono ridurre la dispersione ambientale delle uova. La doccia è preferibile al bagno. L’uso promiscuo di effetti personali, come ad esempio gli asciugamani, va evitato. Slip e pigiami non devono essere scossi, per evitare di disperdere le uova nell’ambiente. La biancheria intima, le lenzuola, gli abiti e gli asciugamani utilizzati dal nucleo familiare vanno cambiati frequentemente e lavarti ad alte temperature (60°C).

Le camere e gli ambienti devono essere mantenuti ben illuminati durante il giorno perché le uova sono sensibili alla luce del sole. Moquette e tutte le superfici vanno lavate e disinfettate anche più volte al giorno. Tali raccomandazioni vanno continuate anche durante il trattamento farmacologico degli ossiuri.

Gli ambienti scolastici sono terreno fertile per la trasmissione perché i bambini si scambiano giochi, indumenti e poi si mettono le mani in bocca attivando il contagio e la reinfestazione.

 

Per prevenire l’infestazione si possono seguire queste semplici regole:

  • lavare le mani prima di mangiare o maneggiare il cibo;

  • tenere le unghie corte e pulite;

  • lavare biancheria intima, lenzuola pigiami, asciugamani e copridivani ad alte temperature (almeno a 60°C) e separatamente da altri indumenti;

  • lavare accuratamente servizi igienici, sanitari, stoviglie, giocattoli e sabbionaie, banchi e tavoli da cucina;

  • in caso di infestazione in atto, far indossare al bimbo mutandine e pigiami attillati per limitare il grattamento della zona anale e vulvo-vaginale; per placare l’intenso prurito può aiutare l’applicazione locale di pomate a base di un blando anestetico; preferire la doccia giornaliera, anziché il bagno in vasca, per rimuovere efficacemente le uova deposte durante la notte.

In tanti richiedono un intervento di disinfezione da parte dell’ASL negli istituti scolastici, intervento che, va sottolineato, può essere di ausilio ma non è risolutore in quanto i portatori degli ossiuri. Bambini e adolescenti possono soffrire, prima o poi, di un’infezione da ossiuri. Niente paura: l’infezione – che non è indice di sporcizia – è fastidiosa, ma non comporta gravi conseguenze e può essere debellata facilmente, con una corretta e tempestiva profilassi medica ed una maggiore attenzione all’igiene dei piccoli va via senza arrecare danni.

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Ci sono due cose durature che possiamo lasciare in eredità ai nostri figli: le radici e le ali (cit.). Fondiamo le prime con l'educazione ed il senso civico , mentre le ali, la speranza di un futuro migliore, si conferiscono con il buon esempio di chi in prima persona si batte per ciò in cui crede. partendo da studi classici ritengo che la scrittura sia un ottimo strumento per farlo.