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Alfonso d’Aragona entra a Napoli.

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Il 26 febbraio dell’Anno Domini 1443 entrava da trionfatore, nella nostra Città, Alfonso V d’Aragona. Si fregerà del titolo di re delle due Sicilie, assumendo il nome di Alfonso I. Gli sarà riconosciuto il merito di far ritornare, sotto un unico sovrano, la Sicilia ed il Napoletano, dopo due secoli e mezzo e con Napoli nel ruolo di Capitale. Il buon  Alfonso, in verità, era dal 1421 in predicato di diventare il futuro re. Da quando, cioè, la regina di Napoli, Giovanna II d’Angiò-Durazzo, lo aveva nominato suo erede al trono, contrapponendolo al francese Luigi III d’Angiò che accampava, le sue pretese sul trono retto dalla cugina. Da quella nomina seguirono due decenni caratterizzati da autentici tourbillon politici, sotto forma di tradimenti, ripensamenti, cambi di casacca, intrighi, complotti. Con protagonisti a cominciare proprio dalla regina Giovanna, che diede il là a tutta queste serie di sconvolgimenti, con la scriteriata decisione di revocare la precedente concessione fatta agli aragonesi, a vantaggio dei concorrenti francesi. Furono due decenni sanguinosi, con cruenti scontri e violente battaglie tra le opposte fazioni, che ebbero come palcoscenico centrale proprio il nostro contado. La conquista di Napoli era il fine ultimo, ma per arrivarci si dovevano eliminare le sacche di resistenza di importati feudi, come quelli di Aversa, Acerra, Capua, Avellino, Benevento, Gaeta e solo per citare le zone dove vi furono episodi più drammatici. Né la morte della sovrana, avvenuta nel 1435, sopì il conflitto. Anzi, semmai, lo acuì fino a farlo entrare nella fase cruciale, culminata in un primo poderoso assedio verso la nostra Città da parte aragonese, nel 1438, che costerà la vita al fratello di Alfonso, l’infante Pietro, con replica di tale assedio tre anni più tardi. A novembre del 1441, infatti, ebbe inizio, caparbiamente e con lo schieramento di un poderoso corpo d’assalto, un attacco che durerà ben sette mesi circa, che si concluderà con la conquista aragonese di Napoli. Città ridotta allo stremo ed in preda agli stenti di ogni tipo. A giugno del 1442, dunque, Alfonso conquista Napoli, ma attenderà all’incirca un anno per farvi il suo ingresso trionfale. Il pensiero delle prime ore sarà rivolto ad alleviare le sofferenze patite dalla popolazione ed al rimedio contro i guasti più nefasti che il conflitto, duro e lungo, inevitabilmente aveva generato. Conquisterà sul campo l’appellativo di “Magnanimo” e solo allora con il Carro Trionfale, appositamente costruito per la circostanza e riccamente addobbato, irromperà in città, come testimoniano i marmi che addobbano l’Arco di Trionfo all’ingresso di Castel Nuovo o Maschio Angioino che dir si voglia. Napoli, oggi, vuole ricordare questo evento. Proprio domenica, 26 febbraio 2017, con tutta una serie di animazioni che si terranno all’interno del Castello. Per la verità già sabato 25 febbraio si darà inizio con una nuova serie di visite guidate con percorsi a tema, curate dalle Associazioni Timeline Napoli e H K Avventura, dando la possibilità di conoscere nuovi ambienti interni, mai aperti al pubblico.

Alla storia farà eco il divertimento, Domenica 26 febbraio, grazie ad una caccia al tesoro, ancora ideata da Timeline Napoli e dal titolo accattivante “Il segreto del drago” ed accessibile anche ai bambini con età compresa tra i 6 ed i 12 anni, imperniata su fatti ed avvenimenti che si sono succeduti nella nostra Città. Si terminerà con l’avventura, quando si farà rivivere la quotidianità del Medioevo, con le esibizioni di una Compagnia d’armi. Interverrà “La Rosa e la Spada”, che rappresenta quanto di meglio c’è nel settore, dando vita a ricostruzioni storiche, dimostrazioni di scherma medievale, possibilità di visionare le armi, le divise e gli accessori militari del tempo. Per tutte le manifestazioni in programma si prevede un notevole afflusso, viste anche le adesioni già intervenute.

É richiesta, pertanto, obbligatoriamente la prenotazione (ai numeri che di seguito forniamo, 331/7451461 e 348/3976244), con costi del biglietto che variano dai 5 euro per i bambini ai 10 euro per gli adulti. Ogni ora ci saranno le partenze per le visite, con inizio dalle ore 9,30 alle 17,00 per la giornata di Sabato, mentre la Domenica si chiude alle ore 12,30 sempre con inizio 9,30. Un bel tuffo nel passato, insomma, per non dimenticare e per approfondire. Al riguardo ci sovviene un’anticipazione di questi giorni, che abbiamo raccolto in ambito letterario. É in avviata fase di ultimazione un romanzo-saggio, di autore napoletano, che dà luce proprio al periodo esaminato e, solo sommariamente, da noi descritto. Una chicca da non perdere, per l’interesse che ruota intorno ad un periodo che segna la fine di un’era, quella angioina e durata oltre un secolo e mezzo, facendo da apripista per quella iberica che, con il periodo del vicereame, giungerà fino ai Borboni. Daremo ampia anteprima, appena in grado, del lavoro di cui non c’è dato conoscerne il titolo.

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Laureata in Beni Culturali e specializzata in Organizzazione e Gestione del Patrimonio Culturale ed Ambientale presso la Federico II di Napoli. Collabora con “Napoli Caput”, un blog che mira alla valorizzazione della nostra cultura e del nostro presente-passato. Innamorata di Napoli e della sua immensa bellezza, convinta assertrice che attraverso la conoscenza della Storia della nostra città, possa essere possibile la riscoperta del senso di appartenenza che molti hanno perso. Appassionata di Arte e fotografia, da sempre alla ricerca di luoghi poco conosciuti e poco valorizzati. Ama scrivere e si definisce persona contraria ad ogni tipo di pregiudizio e grande sostenitrice delle enormi potenzialità di Napoli.