sianiMartedì 30 dicembre è stato presentato all’Happy Maxicinema di Afragola, il nuovo film di Alessandro Siani in cui il noto attore/cabarettista napoletano sarà protagonista del suo secondo film da regista in “Si accettano miracoli”. Dopo il grande successo riscosso nel primo film da regista “Il principe abusivo”, portandosi a casa la cifra record di 15 milioni di euro, Siani cercherà di ripetersi anche stavolta. Il film uscirà nelle sale cinematografiche italiane a partire da giovedì 1 gennaio 2015 in 650 copie, nel quale è stato girato interamente in Campania, dedicato a Napoli e ai suoi miracoli. Siani interpreterà Fulvio, un tagliatore di teste che a sua volta sarà licenziato, ribellatosi al suo datore di lavoro che aggredisce fisicamente andando in prigione. A liberarlo ci penserà suo fratello prete Fabio De Luigi che interpreterà Don Germano, prendendosi cura di lui. Il cast di questo film presenterà altri attori come: Serena Autieri (la sorella Adele), Anna Caterina Morariu (Chiara, una ragazza non vedente) e Giovanni Esposito (il marito di Adele). A questi si aggiungono anche i sette piccoli attori (amici inseparabili di Siani sul set, in cui sono ospiti di  Don Germano) e attori della grande scuola teatrale del calibro di Benedetto Casillo e Giacomo Rizzo. Della sceneggiatura se ne occuperanno Gianluca Ansanelli e Tito Buffulini, mentre della scenografia Francesco Frigeri; in passato ha lavorato con Massimo Troisi. Un film con location da sogno come Sant’Agata dei Goti e Scala, 11 settimane per prepararlo attraverso un budget da 6 milioni di euro, prodotto da Cattleya e Rai Cinema e distribuito da 01 Distribution. Insomma un’atmosfera delle grandi occasioni gira attorno a Si accettano miracoli” di Alessandro Siani che ha lasciato alcune dichiarazioni in merito a questo suo film: “Attraverso a questo film, ho voluto raccontare una favola moderna, ispirandomi all’attualità odierna; è un film sulla mercificazione che si muove tra il sacro e il profano. Si narra di un’Italia che preoccupa, in cui i politici discutono di lavoro, mentre il pubblico vuole sognare e credere in un miracolo. In ogni momento mi sono confrontato con la gente del posto, infatti le scene del film sono state realizzate proprio nei posti dove abbiamo girato; ciò che mi è piaciuto maggiormente è stato assemblare in un solo contesto, i due generi: fantasy e comedy. Il personaggio del prete, ha iniziato a formarsi quotidianamente grazie soprattutto all’impronta dominante di Papa Francesco. L’idea era narrare di un prete timoroso ma allo stesso tempo che stesse con la gente facendo leva sulla sua fede. E’ stata una grande emozione girare in questi posti: dalla Napoli che lavora dal Centro Direzionale, fuori dai cliché cinematografici di questi ultimi tempi, fino ai paesi incontaminati della costiera; perché sono posti che ho amato nei film del neorealismo. In particolare la scena della discesa dei paesani verso il belvedere a picco sul mare, dove con molto rispetto, ho raccolto l’eredità di Vittorio De Sica. Lo so che è un paragone azzardato, ma mi è piaciuto ricreare il tipo di film col quale sono cresciuto.”

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