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Afragola. La scuola cambia nome: da “Settembrini-Ciaramella” diventa “Rita Levi Montalcini”. E’ polemica.

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Rita_997-710_resizeSerpeggia la polemica riguardo alla cerimonia d’intitolazione della scuola “Rita Levi Montalcini”, che si svolgerà alle ore 11:00 di questa mattina, ad Afragola in via Arturo De Rosa. O meglio, il nome della S.S. di I Grado “Settembrini-Ciaramella”, che ha formato generazioni di studenti e che porta il nome di un personaggio caro agli afragolesi, sarà cambiato in “Rita Levi Montalcini”, in omaggio alla studiosa, ricercatrice e Premio Nobel torinese. Presenzieranno all’ evento la nipote Ing. Piera Levi Montalcini e Piero Ientile segretario della scienziata, il Sindaco di Afragola On. Domenico Tuccillo, l’Assessore alla P.I. Alessandro Salzano, il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale Dott.ssa Luisa Franzese, l’Assessore alla Regione Campania Dott.ssa Caterina Miraglia, la referente per la Regione Campania del gruppo di ricerca Toponomastica Femminile Dott.ssa Daniela Sautto, lo scultore Domenico Sepe, i Dirigenti Scolastici degli istituti di ogni ordine e grado di Afragola, ed anche, docenti, alunni e genitori. La D.S. Prof.ssa Carmela Marchese ha motivato la scelta con queste parole: “L’illustre scienziata riconosceva il ruolo di primissimo piano dell’istruzione e dei processi educativi; la Montalcini ha sempre elogiato la cultura come unico strumento per il superamento del divario socio-economico tra i popoli e come risorsa fondamentale per il raggiungimento dell’uguaglianza di genere”. La cerimonia sarà accompagnata dalle note dell’orchestra e dalle voci del coro della scuola, che eseguiranno l’Inno di Mameli e il nuovo inno dell’istituto composto e musicato per l’occasione; la cantante e attrice Alessandra Iorio e il tenore Vincenzo Tremante intratterranno i presenti con le melodie della canzone classica napoletana. A chiudere la cerimonia in grande stile ci sarà il disvelamento del busto in bronzo della Montalcini, realizzato finemente dal noto scultore afragolese Domenico Sepe. Due parole le dedichiamo, però, anche a Ciaramella, il cui nome cadrà nell’oblio, e con lui anche un pezzo di storia della nostra città. Giovanni Ciaramella è tra le centinaia di eroi di Afragola da annoverare. Nella guerra 1915-1918 il dottor Michele Ciaramella vede mobilitati tutti e sette i figli: da Angelo (classe 1878) a Gennaro (classe 1893). Tre cadono in guerra. Dei sopravvissuti, Gennaro, già tenente di fanteria, passa nella Sanità come capitano medico. All’avv. Giovanni Ciaramella è dedicata la strada della casa paterna e la Scuola Media. A questo eroe della grande guerra Afragola ha voluto, specificamente, dedicare la “Scuola Statale di avviamento professionale a tipo agrario con sezione industriale femminile”, trasformata, poi, in Scuola Media. Nella vecchia sede della Scuola si leggeva una breve iscrizione a ricordo oltre che di Giovanni,  anche dei fratelli, eroicamente caduti nella I Guerra Mondiale: «Al fulgido eroe da cui prende il nome, ai fratelli Domenico e Raffaele Ciaramella parimenti valorosi con lui morti combattendo per la patria sulle tormentate trincee carsiche, la Scuola dedica questo ricordo marmoreo perché i giovani non perdano la fede nell’avvenire dell’Italia – 24 maggio 1954». Quante belle parole! Solo belle parole? Volutamente sono stati tralasciati superflui elogi alla donna e scienziata Montalcini, perché la questione non concerne lei. Le domande lecite che un cittadino afragolese si pone o, almeno, dovrebbe porsi sono: da quale necessario, e sottolineo necessario, motivo nasce la scelta? Perché cancellare la storia e dimenticare i nostri eroi? Forse, l’esempio del cittadino Ciaramella è stato umanamente e moralmente meno alto di quello della internazionale Montalcini? Ai posteri l’ardua sentenza!

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Giovane redattrice e membro della Croce Rossa Italiana. Appassionata di lettura, teatro e jazz, nel corso dei miei studi universitari alla Facoltà di Giurisprudenza ho, altresì, maturato uno specifico interesse per il tema dei diritti umani. Scrivo con lo sguardo rivolto, sempre, allo scenario internazionale. Legata alla figura autorevole di Oriana Fallaci, sprone ed esempio di coraggio, ho abbracciato un suo pensiero: “Se sono brava non lo so, lavoro duro, lavoro bene. Ho dignità. Ho una vita per dimostrarlo”.