tuberosaPur essendo un giovane consigliere comunale Giovanni Tuberosa si è distinto per la tenacia e trasparenza con cui si batte dentro e fuori il Consiglio comunale. Recentemente il consigliere afragolese ha lasciato il gruppo della maggioranza con cui è stato eletto per entrare in un gruppo misto.
Sono così inconciliabili i valori e gli obiettivi che connotano la tua azione politica con quelli dell’Amministrazione Tuccillo?
È stato lo stesso Sindaco a riferirmi per telefono di non appartenere più alla maggioranza, secondo me senza consultare la stessa maggioranza. Non esiste un’azione politica di Giovanni Tuberosa, ma esiste la Politica, quella che indico con la “P” maiuscola, basata su trasparenza, prospettive e legalità. I nostri slogan della campagna elettorale azione dopo azione sono stati mandati in soffitta, non dico si tratti di un’Amministrazione pseudo – criminale perché tanti passi avanti sono stati fatti ma non posso neanche dire che è stato smantellato quel sistema basato su clientele, affarismo, omertà, collusione, incarichi assegnati o creati ad hoc.
In merito ai fondi del terremoto del 1980 hai presentato diverse interrogazioni per fare chiarezza sulla legittimità delle elargizioni di tali fondi incontrando però l’indifferenza e l’inerzia della politica. Continuerai ad indagare sulla Legge 219 e i fondi del terremoto?
Ho notato che girano consistenti somme di denaro su pratiche risalenti al terremoto del 1980 anche se paradossalmente l’ufficio non è stato ricostruito cioè non esistono persone per sbrigare le pratiche; l’unica pratica istruita e liquidata arriva a 1,3 milioni di euro, la stessa pratica che nel 2011 è stata accusata da alcuni consiglieri di maggioranza (allora all’opposizione) di essere stata gonfiata da 350.000 euro a 700.000 euro. Questa comunicazione basterebbe a bloccare qualsiasi attività comunale e invece al Sindaco, ai consiglieri comunali, al Nucleo di Valutazione e al Segretario comunale non importa. Addirittura il Dirigente mi chiede di prendere da solo dall’ufficio le pratiche in questione, anche se la legge prescrive che io debba riceverle in trenta giorni; anche se è già passato un mese, continuerò ad indagare.
Quali sono i tuoi rapporti con l’opposizione e una sinergia con chi è politicamente rivale è possibile quando in campo ci sono gli interessi dei cittadini?
È ovvio che se si lavora per gli effettivi interessi dei cittadini la collaborazione è sacrosanta. Con i membri dell’opposizione sul lato personale ho un ottimo rapporto e in molti strumentalizzano la mia stima personale con qualcos’altro, ma su molte questioni la pensiamo diversamente e auspico una maggiore vigilanza dell’opposizione sulle numerose pratiche molto spesso dubbie o sbagliate dei dirigenti.
Molto critica è stata la tua contestazione alla gestione del rinnovo del Campo Moccia, centro sportivo di Afragola. Come procedono i lavori di riqualificazione?
Alla fine lo stadio è stato dato in affidamento, ad agosto c’è stata una chiamata diretta delle ditte cui chiedere l’affidamento. Abbiamo regalato uno stadio appena ristrutturato e che gestito bene poteva essere un volano dell’economia della città, il Comune poteva beneficiare delle entrate derivanti dalla compravendita di sponsor, dalla buvette, dalla gestione del negozio di sport che sarà realizzato nella vecchia casa del custode e soprattutto dai concerti; il Campo Moccia è, infatti, una delle poche strutture a nord di Napoli che per posizione e posti può ospitare concerti all’aperto di consistente prestigio. In questo modo invece noi abbiamo fatto i lavori e chiediamo alla ditta di gestire il campo e incassare il profitto.
Quali sono le tue proposte in merito al problema del randagismo in città?
Noi paghiamo 200.000 euro all’anno per far accudire circa 200 cani di Afragola. La realizzazione del canile costa circa 600.000 euro, in cinque anni con i soldi che obbligatoriamente dobbiamo spendere per i nostri 200 randagi avremmo potuto drasticamente ridurre la spesa da 200.000 euro a 50.000 euro e inoltre saremmo stati il punto di riferimento per tutte le città periferiche di Napoli, questo significa che altri Comuni ci avrebbero pagati per custodire i loro cani. Ho analizzato la questione in consiglio comunale evidenziando come il Comune poteva addirittura incassare delle entrate consistenti, ma non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire.

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