Sembra essere giunto ad un triste epilogo il progetto “Adotta un’aiuola” varato ad inizio 2017 dall’amministrazione comunale del Comune di Casoria.

“L’Amministrazione Comunale attesa la necessità di sviluppare iniziative finalizzate ad implementare schemi operativi di partenariato sociale pubblico-privato, che possano interagire e coniugarsi con le limitate risorse economiche disponibili e nella consapevolezza che il verde urbano si inserisce nel contesto più ampio di Bene Comune da tutelare e che garantisce un miglioramento della qualità urbana” si leggeva nel regolamento ideato dall’allora assessore all’ambiente Pietro D’Anna.

Incontrammo l’assessore D’Anna, pochi giorni prima che chiudesse la sua avventura Casoriana, raccogliendo già allora le sue perplessità sull’effettiva esecuzione di quanto il regolamento dettagliava.

Le aree a verde adottabili erano 1. Aiuole; 2. Giardini; 3. Fioriere e aiuole mobili destinate all’arredo urbano, 4. rotatorie e spartitraffico; 5. Aree a verde di pertinenza dei plessi scolastici; 6. Altri spazi a verde. 7.

Fioriere ed aiuole mobili donate dai privati o enti pubblici secondo le prescrizioni dettate dall’Amministrazione comunale.

L’attività dell’affidatario comprendeva la manutenzione ordinaria, cioè tutela igienica, pulizia e conferimento dei rifiuti solidi urbani, sfalcio periodico dei prati e relativo conferimento dei rifiuti organici; e la manutenzione straordinaria, cioè la riqualificazione e manutenzione delle aree, comprensiva di eventuale nuova progettazione delle stesse con la piantumazione di essenze, fiori, alberi, arbusti, siepi.

Tra le tante indicazioni vi erano anche le essenze arboree da poter piantare, gli standard dei cartelli pubblicitari, gli obblighi e le responsabilità del potenziale affidatario.

Ad oggi, quelle perplessità, supportate anche dalle segnalazioni di difformità, mancanza di corrispondenza ai dettami del regolamento avanzate sia da cittadini che da comitati cittadini, si sono tramutate in realtà.

Ulteriori segnalazioni arrivavano all’amministrazione anche da consiglieri comunali di opposizione. “Per mesi e mesi , con prove fotografiche abbiamo monitorato le condizioni delle aiuole concesse ai privati . Nessuna era a posto come da regolamento e convenzione ” ha dichiarato la Vignati.

Il consigliere Salma invece sottolinea che “il regolamento è stato applicato a loro piacimento, scegliendo in qualche caso anche che i fiori mettere e sopratutto a chi affidarsi per farlo”.

Alla luce di tutto quanto è stato sotto gli occhi di tutti i cittadini sino ad oggi, il Commissario straordinario Santi Giuffrè ha deciso d’intervenire e porre rimedio alle inadempienze di molti degli sponsor affidatari, e la revoca dell’affidamento sembra essere l’unico mezzo possibile per riprendere le redini della situazione.

Un altro nobile intento è naufragato travolto dalla negligenza, dall’opportunismo e dalla mancanza di controlli puntuali ela non puntuale applicazione del regolamento ha portato alla deriva un progetto che avrebbe dovuto invece valorizzare il patrimonio culturale.

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