libroÈ stato di recente pubblicato il nuovo libro di Alberto Di Buono “’O silenzio d’ ’e stelle”, la cui presentazione ufficiale si è tenuta il mese scorso presso il Castello Baronale di Acerra. Il testo è stato presentato dal prof. Aniello Montano e dal prof. Rodolfo Rubino, scrittore, poeta ed editore, che ha voluto gratificare l’autore inserendo l’opera nella sua raccolta più prestigiosa, “Cunte napulitane”, una collana impreziosita da perle di autori del calibro di Giovanni Capurro, Ernesto Murolo, E. A. Mario ed altri del medesimo spessore.
Il maestro Rubino, testimone oculare di quella napoletanità classica ormai quasi del tutto scomparsa, con la sua umiltà, con la sua dolcezza, la sua sensibilità, i suoi valori e il suo amore verso la vita ha commosso i presenti lasciando nei loro animi un segno indelebile. Egli a bassa voce ha consegnato un messaggio di grandezza verso l’esistenza umana e di amore verso tutto ciò in
cui profondamente si crede. Alberto Di Buono, ingegnere, particolarmente impegnato a supporto di movimenti  ambientalisti, associazioni culturali e nel volontariato a scopi sociali e umanitari, è già noto per aver pubblicato nel 2011 “L’idea d’ ’o volo”, una
raccolta di poesie e un saggio sulla vita, con il quale, utilizzando vari strumenti di comunicazione, descrive il mondo che lo circonda così come appare ai suoi occhi. Egli con questo suo nuovo lavoro ha inteso lanciare un messaggio di speranza che tende alla rivalutazione della lingua napoletana, la nostra madre lingua e, attraverso questa, alla riappropriazione dei nostri costumi, della nostra
cultura e di quel senso di appartenenza territoriale che ormai va scomparendo. Il silenzio delle stelle non è solo la lingua dei sentimenti con cui lasciamo parlare il nostro animo, ma è anche quello che ci consente di udire la voce delle campagne martoriate che disperatamente ci chiede aiuto. L’autore sostiene che è ancora possibile salvare la nostra amata terra dei fuochi senza far  ricorso a provvedimenti o leggi speciali, ma semplicemente ristabilendo prioritariamente un corretto rapporto con noi stessi. In tal senso la  rivalutazione della lingua napoletana, attraverso la sua poesia e le sue tradizioni, emerge come lo strumento più efficace per riscoprire le nostre radici e far emergere quei valori necessari a tutelare la nostra terra, il suo ambiente naturale, la salute pubblica e la conseguente qualità della vita. I proventi del libro sono stati devoluti a Progetto Italia, associazione di  volontariato che ha sede in Acerra ed opera sul territorio con varie iniziative di carattere sociale e umanitario.

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