micheleprincipeteatro(Nello Chianese) Da quella che una volta era un’officina di falegnami, nasce a Varcaturo il Teatro “Il Principe”, grazie alla forza, all’energia e all’immensa passione, per teatro e lavorazione del legno del trentenne Michele Principe, esperto ebanista e al contempo attore amatoriale da circa 15 anni. Il primo spettacolo andrà in scena dal 18 al 20 Dicembre, e vedrà Michele sia nelle vesti di attore che di regista (esordio in queste vesti), con “Solo quando rido”, opera dell’autore statunitense Neil Simon, uno spettacolo intriso di cinico humour newyorkese.
Molto più che un semplice gioco, dividersi tra teatro e vita professionale spinge a moltiplicare il proprio tempo, ricreandolo e reinventandolo in nome dell’amore per il palcoscenico, come Michele ci spiega concedendoci uno scambio di battute.

Puoi raccontarci i motivi che ti hanno convinto a realizzare un teatro a Varcaturo?

Il motivo che spinge una persona a fare un passo del genere è esclusivamente uno: infinita passione. Io, come tanti altri miei amici uniti da questo amore per il teatro, studiamo e interpretiamo copioni e personaggi nei momenti più disparati della giornata, come matti leggiamo i testi anche di notte, rubando alla giornata ogni minuto possibile per catapultarci in universi paralleli.

Insomma, come si può sintetizzare tutto questo?

Forse più che passione a volte diventa ossessione. Un motivo aggiuntivo che mi ha spinto a costruire un teatro qui a Varcaturo è che mancava un recinto per questi malati di mente!

Quanto è vivo il mondo del teatro amatoriale a Napoli e provincia?

Il mondo amatoriale a Napoli è molto vivo, per quanto riguarda le persone e le energie che ho incrociato durante questa attività che dura da circa quindici anni; ho visto spettacoli bellissimi ed altri meno apprezzabili da un punto di vista tecnico, ma l’obbiettivo è fare tesoro delle esperienze positive, applaudendo comunque l’impegno e il coraggio di attori più o meno esperti che si cimentano in tale arte.

Credi che nuovi luoghi di cultura possano rappresentare una risorsa per lo sviluppo e il recupero del territorio?

Diciamo che il luogo è la base da cui si parte per cercare di creare eventi culturali, tutto ha senso solo quando questi luoghi diventano un riferimento per le persone che lo occupano. Generalmente diffido dai progetti che si propongono come elementi “di nicchia”, perchè un regista, un autore devono tendere alla diffusione maggiore possibile della propria arte e del proprio lavoro, abbracciando chiunque propenso a ricevere le emozioni del Teatro. Se si lavora solo in ottica di un pubblico intellettuale, l’opera è compiuta a metà; i concetti, le sfumature di un’opera, per quanto sottili e complesse che siano, devono avere quantomeno lo scopo, l’idea di arrivare a tutti. Includere, mai escludere.

 Piani per il futuro? Il teatro “Il Principe” ha intenzione di raggiungere un’offerta stabile?

Certo l’intenzione è quella: creare e fidelizzare il pubblico, portandolo a fidarsi di questa direzione artistica. Fortunatamente il repertorio è veramente vasto: si passa da spettacoli comici a quelli umoristici, fino al drammatico. Il panorama dei sentimenti che gli spettacoli possono stuzzicare è uno spettro tendente ad infinito, anche grazie ad amici registi e attori che mi appoggiano in questa avventura lunga una vita.

Condividi su
  • 319
  •  
  •  
  •  
  •