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50 anni fa l’esordio dell’ingegner Ferlaino al Napoli, per festeggiare riunisce tutti coloro che facevano parte della società. Assente solo il defunto Carlo Iuliano, al suo posto interviene la figlia Raffaella. Ecco cos’ha pubblicato attraverso i social

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Il 18 Gennaio del 1969 l’Ing. Corrado Ferlaino, diventava presidente del Napoli; in occasione di questa ricorrenza proprio lui ha voluto riunire intorno a se tutte le persone che all’epoca facevano parte della società.
Una di queste, già dal 1967, era Carlo Iuliano il noto giornalista Napoletano storico addetto stampa della società.
Carlo Iuliano è scomparso sei anni fa e per colmare quel vuoto, il presidente ha invitato la figlia Raffaella, che ha divulgato attraverso la sua bacheca facebook, la bellissima testimonianza che segue:
“Il 18 gennaio 1969 Corrado Ferlaino, appena trentasettenne, divenne Presidente del #Napoli. Mio padre era entrato due anni prima in società.
Scaltro, competente e appassionato, estremamente riservato, a tratti sfuggente, l’ingegner Ferlaino ha amato quei colori in maniera viscerale, fino a sentire il Napoli come parte di sé. Raramente vedeva le partite fino alla fine. L’emozione mista a scaramanzia lo trascinava fuori, tra il primo e il secondo tempo, per sentire il resto della gara alla radio, preferibilmente in autostrada, al di sopra di ogni limite di velocità…
Il desiderio di vincere lo ha portato spesso a rischiare, l’attaccamento alla società gli è costato a volte decisioni impopolari e dure contestazioni. D’altronde, nessun percorso umano è esente da difficoltà. Ma al presidente Ferlaino va riconosciuto il merito di aver portato a Napoli campioni straordinari, da Krol a Savoldi, da Careca a Zola… fino ad arrivare a #Diego, il più grande di sempre, che da Barcellona fu vestito d’azzurro grazie alla mossa geniale con cui l’ingegnere sfidò distanze, scetticismi, limiti burocratici e scadenze temporali, nella lunga notte del 30 giugno ’84.
Tutto il resto, è storia. Sono trascorsi 50 anni da quel 18 gennaio, oggi il presidente #Ferlaino ha voluto riunire intorno a sé i giornalisti e gli amici che lo hanno accompagnato nella sua avventura azzurra. C’era un posto vuoto però, ingombrante nel suo ricordo indelebile. Era quello che avrebbe dovuto occupare MIO PADRE.
L’ingegnere ha chiamato me per riempirlo. Mi riesce difficile esprimere l’emozione che ho provato nell’aver avuto ancora una volta il privilegio di rappresentare mio padre in un’occasione come questa. Così mi sono seduta tra i miei colleghi, e ogni volta che incrociavo lo sguardo di Mimmo Carratelli, Antonio Sasso, Franco Esposito, Carlo Verna… sentivo che ognuno di loro, guardando me, salutava Lui.
…Grazie.
E auguri, Presidente!”
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