Oggi alla celebrazione della messa dei fanciulli, al momento delle preghiere , un bambino ha invocato la protezione di Gesù contro la violenza e gli abusi sui minori. Io sono trasalita, per la prima volta in Chiesa ho ascoltato parole del genere, anzi preghiere del genere perché poi ripensandoci nel Vangelo Gesù questo tema lo tratta chiaramente. Ma ascoltare ciò ,detto da un bambino scuote davvero le coscienze. Ed in questo momento mi assalgono i ricordi, i volti dei tanti bambini conosciuti qui a Casoria quando andavo per le scuole a parlare con loro di educazione alla legalità, alla salute, quando il 25 novembre dello scorso anno per la giornata contro la violenza sulle donne, al Distretto abbiamo ricordato Fortuna Loffredo, la piccola donna del parco Verde di Caivano , morta vittima della violenza di un mostro che diceva di volerle bene.

Ricordo che allestimmo un piccolo spazio con giocattoli, libri evidenziando in grande il suo nome perché mai  bisogna dimenticare quello che è successo per  far si che orrori del genere non si ripetino più.

Guardo con fiducia l’immagine di Suor Giulia Salzano che sta anche nella mia parrocchia, a lei rivolgo anch’io silenziosamente una preghiera affinchè  protegga  i bambini della nostra martoriata terra.

Apprendo  che la Chiesa tutta dunque si è mobilitata su questo tema , attraverso preghiere durante le messe del 6 maggio per celebrare  la  XXII Giornata dei  bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e dell’indifferenza contro la pedofilia, indetta dall’associazione Meter onlus.

Il tema scelto per quest’anno è “Impegno senza sosta”, perché la pedofilia e la pedopornografia, atrocità che vedono coinvolti milioni di bambini nel mondo, possono essere arrestate solo attraverso un continuo lavoro di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle comunità ecclesiali.

Le celebrazioni della Giornata si sono aperte mercoledì 25 aprile e si sono concluse  domenica 6 maggio in piazza San Pietro con la recita del Regina Coeli insieme a Papa Francesco. Hanno dato piena adesione all’iniziativa 32 diocesi italiane tra le quali quella di Roma. In una lettera scritta per l’occasione, l’arcivescovo vicario Angelo De Donatis ha affermato che «tutti dobbiamo impegnarci con chiarezza e coraggio affinché ogni persona umana, specialmente i bambini, sia sempre difesa e tutelata». L’Ufficio liturgico del Vicariato ha inoltre invitato i parroci a organizzare all’interno del presbiterio e dei Consigli pastorali momenti di riflessione sul crimine degli abusi a danno dei minori, coinvolgendo anche le famiglie.

Giunta alla ventiduesima edizione l’iniziativa ha raccolto l’adesione di una quarantina di diocesi italiane, oltre che il sostegno della conferenza episcopale e il patrocinio del senato e della camera dei deputati.

Oggi si stima che nel mondo siano oltre duecento milioni i minori vittime di abusi sessuali e tra questi decine di milioni compaiono in rete e si moltiplicano i siti dedicati ai pedofili, come documentano i rapporti stilati da Meter e da altre associazioni che affiancano il lavoro delle polizie postali, impegnate in una guerra contro criminali che quasi sempre restano impuniti mentre le loro piccole vittime non avranno mai giustizia. «Il corpo digitalizzato nelle periferie nel web — denuncia don Di Noto — è non solo esposto, ma prodotto, distribuito, venduto dove ogni foto e video rappresenta una vittima, segnata per sempre da una ferita mortale che lentamente uccide il presente e il futuro di un minore. Chiediamo allora alla Chiesa, alle istituzioni civili, politiche e culturali di andare oltre le sterili parole rappresentative e a operare sul serio di fronte a questo dramma che ogni anno vede un aumento esponenziale in tutto il mondo. Se un abusato ha un abusatore, a oggi sono decine di milioni i violati con altrettanti violentatori, che restano impuniti: una vergogna. Anche i colossi del web hanno le loro responsabilità perché, o per mancanza di legislazione, o per voluta distrazione e non collaborazione e contrasto del fenomeno, non attivano tutti gli strumenti necessari per contrastare e consegnare alle autorità inquirenti il flusso dei dati, al fine di individuare i soggetti che compiono crimini contro l’infanzia. Questo avviene in numerosi paesi, che non hanno ancora una legislazione adeguata e una concreta azione di contrasto» sottolinea il fondatore di Meter.

Di Noto punta il dito anche sui grandi media, cioè «coloro che possono fare la differenza e ci impongono invece, come sperimentiamo a Meter, quasi di elemosinare una notizia su questo crimine. Un silenzio indifferente che nutre l’impunità di atti contro l’infanzia e che richiede una reazione corale, universale. Sappiamo che non è così. Lo diciamo da anni, senza essere ascoltati».

(fonte: L’Osservatore Romano, articolo di Roberta Gisotti 5-6 maggio 2018)

Don Fortunato Di Noto ha voluto lanciare con una lettera aperta un appello alla stampa. …

Non restate indifferenti, non paralizzatevi permettendo alla rassegnazione di non farvi reagire, scrivete e parlate di questo grave dramma globale che riguarda me, te, la famiglia del vicino, il contrasto alla criminalità pedopornografica organizzata. Sono tanti 22 anni, ma non ci siamo mai fermati, anche contro il silenzio, anche quando molti erano indifferenti.

Non è un’iniziativa di “nicchia” è un impegno senza sosta di tutti. Facile dirsi contro la pedofilia, più difficile unirsi, insieme contro questa tragedia e inarrestabile fenomeno. Non posso che rivolgermi ai comunicatori dei media, per chiedere di offrire uno spazio nelle colonne dei quotidiani cartacei e digitale, alle Tv e alla Radio, una voce sulla tragedia dei bambini violati e abusati, schiavi dei pedofili e della pedopornografia. L’abuso è abuso, da qualunque parte provenga e da chiunque lo compia”.

Don Fortunato di Noto fornisce poi alcuni dati di un fenomeno sempre più sottaciuto e che non può essere considerato marginale. Nel 2017 l’Associazione Meter ha segnalato 2.196.470 di foto contro 1.946.898 del 2016. I video, invece, sono quintuplicati: dai 203.047 del 2016 ai 985.006 dell’anno scorso. Le vittime più coinvolte si rilevano nella fascia d’età 8/12 anni (12.120 link, 1.494.252 foto e 836.868 video), seguiti dalla fascia 3/7 anni (4.666 link, 685.610 foto e 140.532 video) e infine 0/2 anni (503 link, 4.292 foto e 4.412 video). Il Centro di ascolto e accoglienza Meter solo lo scorso anno ha accolto e accompagnato 131 casi di persone abusate, e a quanto dichiara uno studio europeo sono quasi 18 milioni di bambini vittime di abuso sessuale; sono, almeno le ultime, statistiche frammentarie e incerte per mancanza di un vero coordinamento globale che aiuterebbe molto alla lotta e all’impegno permanente.

“Non abbiamo una chiara visione unitaria del fenomeno che risulta drammatico – prosegue -, difficilmente gestibile, con poche risorse destinate alla prevenzione, informazione e cura. Decine le Dichiarazioni, carte e protocolli di intesa, poco, molto poco si fa per il fenomeno della pedofilia e pedopornografia ci cui le vittime sono tutti bambini prepuberi (inferiori ai 13 anni, con un aumento esponenziale di violenze sui neonati). E non se ne dovrebbe parlare, scrivere, documentare, rivolgere appelli ai Governi, agli Stati, ai colossi del web, alla collaborazione reciproca per individuare i nuovi e raffinati sfruttatori di bambini?

Ci si augura pertanto che  questo avverrà nel quadro normativo di interventi, nazionali ed internazionali, posti a tutela dell’infanzia e, più in generale, dei diritti fondamentali di ogni essere umano. Il primo articolo della legge n.41/2009 recita infatti “La Repubblica riconosce il 5 maggio come Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia, quale momento di riflessione per la lotta contro gli abusi sui minori”.  

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