Sabato 16 Settembre alle 19, si è inaugurata al museo Cam di Casoria la seconda edizione di “Survival”. Il titolo emblematico della rassegna, che tradotto in italiano significa “sopravvivere”, è quanto di più appropriato quest’anno, quando la vita delle opere d’arte al Cam, è diventata davvero una questione di sopravvivenza. Il direttore Antonio Manfredi, che nei mesi passati ha sollevato più volte la discussione intorno alle problematiche dell’istituzione museale trascurata dalle istituzioni, dalle  amministrazioni locali e privata della voce nel bilancio comunale, ha proposto una metodica di “resistenza” e certo non di risoluzione della faccenda, attraverso l’autofinanziamento degli spazi espositivi e delle opere d’arte, con l’adozione delle stesse, da parte di privati e degli artisti. “Amici ed artisti ci hanno dato crediti. Essi hanno adottato delle opere”. La situazione a detta di Manfredi è comunque critica, tant’è che il museo potrebbe chiudere i battenti per il prossimo Dicembre. Il direttore è apparso amareggiato e deluso del fatto che la risposta ai bisogni del museo da parte dei cittadini, è stata pressocchè nulla. Adozioni artistiche sono arrivate dalla Fondazione Jazz e l’Università di Aversa. Altre, dal nord Italia e dai paesi stranieri. Questi ultimi, hanno fatto la parte del leone nel museo, (che ricordiamo internazionale), e nello specifico con l’adozione da parte di svizzeri di spazi e il finanziamento per le opere d’arte, e il contributo di molti artisti stranieri che hanno voluto comunque essere presenti alla serata, provenienti ad es. dal Kosovo e dal Marocco. Importanti adozioni sono arrivate dalla Fondazione Gens, ( medicina al servizio della salute psicologica e del benessere), adottando 1 mt di spazio e finanziando un duo musicale,  che si sono espressi in una performance acustica  di suoni campionati e la melodia del violino elettrico, e visiva, con la proiezione di una loro videoinstallazione d’arte.  “I sopravvissuti dell’arte”, hanno potuto spaziare con la creatività in ogni espressione artistica, dalla pittura alla scultura alla proiezione di video. La risposta del pubblico c’è stata, così come la presenza dei giovani universitari che hanno deciso di stare al fianco di Manfredi per combattere la battaglia del Cam, perché il museo continui ad esistere e a stare nel territorio di Casoria, perché l’arte continui a circolare nel fertile scambio internazionale proprio del Cam.

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