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I dati sulle patologie tumorali nell’area a nord di Napoli La terra dei fuochi continua a bruciare!

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(di Raffaele Petrellese) 

È ormai da anni che sui giornali si leggono notizie circa la “Terra dei Fuochi”, quel pezzetto d’Italia che muore lentamente ogni giorno.

Si sono susseguiti governi nazionali e locali ma delle tante promesse fatte nessuna è stata mantenuta, nulla di concreto è stato attuato per venire in soccorso agli abitanti della zona nord di Napoli (arrivando fino a Caserta) che conta circa un milione di persone, vittime della scellerata gestione di smaltimento abusivo e criminoso dei rifiuti, operato dalla malavita organizzata con la compiacenza di qualcuno che occupa poltrone importanti.

Già negli anni ottanta, quando nella città di Napoli iniziavano i lavori per la costruzione della “metro dell’arte”, in quella che fu la Campania Felix, e precisamente nelle terre dei comuni come Afragola, Acerra, Casoria, Casalnuovo fino ad arrivare a Giugliano, passando per Casal di Principe e Grazzanise, venivano sversate centinaia di tonnellate di rifiuti tossici, arrivando perfino all’interramento di fanghi termo-nucleari.

A tal proposito fecero scalpore le dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone che, alle televisioni nazionali, raccontò di queste terre piene di materiale cancerogeno di varia natura, raccontò di camion che portavano rifiuti ospedalieri provenienti dalle macchine radiografiche di strutture sanitare del nord Italia, raccontò di rifiuti farmaceutici seppelliti a 14 metri di profondità ed anche di aziende tedesche ed austriache che si avvalevano della camorra per smaltire i propri rifiuti speciali.

Dopo circa un ventennio gli abitanti di questi territori ne stanno pagando l’altissimo prezzo: è di poche settimane fa, infatti, la pubblicazione di uno studio di analisi dell’andamento della mortalità per tumori sul nuovo registro tumori dell’ASL Napoli 2 Nord, che circoscrive proprio la zona geografica della terra dei fuochi; se il registro dell’ospedale pediatrico Santobono lasciava intuire che l’incidenza dei tumori infantili era in controtendenza con la media nazionale, riscontrando una leggera diminuzione, questo nuovo studio, portato a compimento anche grazie all’aiuto dei ricercatori del Pascale, ha evidenziato come negli ultimi anni si siano registrati incrementi percentuali di morte per tumore del 47% negli uomini e del 40% nelle donne, mentre nello stesso periodo la media nazionale ha riportato una diminuzione generale quantificabile intorno al 2%.

Il tipo di tumore che ha maggiore diffusione, per entrambi i sessi, è quello del colon-retto mentre quello del polmone vede le sue vittime preferite nelle donne che registrano un incremento di morte a causa di questo male per oltre 100 punti percentuali.

I morti per cancro sono pari od addirittura superiori anche rispetto ad alcune aree del nord Italia molto più industrializzate, e questo è solo l’ennesimo dato che sottolinea la gravità delle circostanze.

Sono dati scientifici che per la prima volta vengono resi noti al grande pubblico poiché, fino ad ora, solo i pochi “addetti ai lavori” erano a conoscenza della gravità della situazione; tra questi, si è distinto il dottor Antonio Marfella, dirigente responsabile della direzione sanitaria della fondazione Pascale, che, per l’impegno profuso nel denunciare reati e disinformazione in fatto di rifiuti e tumori nella regione delle Terre dei Fuochi, è stato nominato il 2 giugno scorso, con ordinanza del Presidente Mattarella, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica.

Il dott. Marfella, in questa battaglia che dura ormai da diversi lustri, è stato sempre accompagnato e spalleggiato dal parroco di Caivano Don Maurizio Patriciello, divenuto ormai un simbolo nazionale di questa lotta alle Ecomafie.

Probabilmente nella mente di ogni abitante “terrofuochista” riecheggiano le parole di Schiavone che riportò le difficoltà dello stato nel reperire i 26 mila miliardi necessari alla bonifica di tutto il territorio inquinato, ma nei loro – e nei nostri – cuori è viva la speranza di poter vivere in un terra dove i bambini nascono sani e forti, dove il pomodoro per il ragù è saporito e puro, dove l’aria non sa di diossina e dove i sogni e le ambizioni di un milione di persone possono trovare riscontro nella realtà e non soltanto nella fantasia.

È lo Stato che deve mantenere le promesse fatte in campagna elettorale, è il governo che deve porre rimedio ai disastri di cui è complice, è il potere costituito a permettere ad ogni ragazzino di crescere senza la paura di dover morire a trent’anni per un tumore, è della politica l’obbligo di creare centri di prevenzione e d’informazione sulle malattie e sulla lotta alle ecomafie ed alla criminalità organizzata.

È, in ogni caso, sicuramente compito di ognuno di noi fare di tutto affinché il nostro grido d’aiuto non resti inascoltato e si perda nel vento della prossima tragedia.

 

 

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