Bologna non dimentica! Casoria non ricorda! Anche quest’anno il 4 gennaio, nel ventiseiesimo anniversario della strage del Pilastro, in cui persero la vita i carabinieri Otello Stefanini, Andrea Moneta, Mauro Mitilini, si sono svolte manifestazioni a cui hanno partecipato autorità civili e militari, e moltissimi cittadini che si sono stretti al fianco dei parenti delle vittime. Quest’anno all’immenso dolore dei parenti delle vittime dei criminali della Uno Bianca che in quegli anni seminarono morte in tutto il centro Italia, si sono aggiunte le polemiche derivanti dal fatto che uno degli assassini Fabio Savi, uno dei cofondatori della banda di delinquenti, condannato per i suoi delitti all’ergastolo, vuole pubblicare le sue memorie. Vogliamo solo ricordare che la banda della Uno Bianca a cavallo degli anni ottanta- novanta si rese protagonista di ben 24 omicidi e cento feriti. L’ennesima mossa di Savi dopo le richieste di uscire dal carcere e gli scioperi della fama ha riaperto le ferite di una città: Bologna, ancora non disposta a perdonare ed a dimenticare gli efferati delitti di questi criminali. Noi come tutti gli anni vogliamo ricordare il nostro eroico concittadino Mauro Mitilini, che perse la vita il 4 gennaio del 1991 insieme ai suoi due compagni in uno dei più terribili delitti compiuti dalla banda. Mauro, classe 1969, oggi avrebbe 48 anni. La sua giovane vita fu spezzata a soli 21 anni. Ecco le motivazioni con cui fu conferita nel 1992 la medaglia d’oro al valor civile al nostro concittadino Mauro: “componente di Pattuglia in servizio notturno di vigilanza insieme ad altri due pari grado, veniva proditoriamente fatto segno ad improvvisa azione di fuoco da parte di tre malviventi e, nonostante le ferite mortali, reagiva con l’arma in dotazione prima di accasciarsi al suolo esanime. Nobile esempio di altissimo senso del dovere e non comune ardimento portati fino all’estremo sacrificio. Bologna, 4 gennaio 1991.”
Alla sua memoria è stata intitolata, nel 1993 la Caserma dei Carabinieri di Casavatore (Napoli) e il 16 marzo 2010 la caserma sede del Comando Stazione Carabinieri di Crespellano (Bologna). Qui a Casoria, la sua terra natia, dai cui partì per fare il carabiniere, a Mauro è stata dedicata una scuola, una strada, e nella Villa comunale di Via Pio XII vi è un busto marmoreo che ricorda la sua figura. Troppo poco. Questo ragazzino dalla faccia pulita, che chi scrive ha avuto la fortuna di conoscere, può, con il suo esempio fulgido di attaccamento ai valori, essere il simbolo “vivente”, sì perché il corpo muore, ma il ricordo di quello che si è stati e si è rappresentato è immortale, della lotta per la legalità. Mai come in questo momento la nostra città, ha bisogno di simboli positivi. Per questo riproponiamo l’idea di istituire un premio annuale dedicato all’eroe casoriano Mauro Mitilini, diretto agli alunni delle scuole casoriane di ogni ordine e grado, quale modo migliore di ricordarlo per sempre. Sperando che la politica non sia solo polemiche e contrapposizioni, spesso sterili, come nei primi giorni di questo 2017, ma possa unirsi almeno sui simboli positivi della legalità e dello Stato di diritto. Noi comunque Mauro non lo dimenticheremo mai!

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