Home Casoria 25 Aprile. Festa di liberazione, il ricordo di quella che fu e...

25 Aprile. Festa di liberazione, il ricordo di quella che fu e la ricerca di quella che dovrebbe essere.

139
0

E’ strano dover ricordare la Liberazione in un momento storico come questo. Parlare di liberazione, quando da ogni latitudine arrivano i venti della guerra, dove si avverte una forte instabilità che ci rende tutti più fragili. Ormai ci stiamo abituando agli attentati terroristici che hanno una frequenza sempre più alta e che non conoscono più confini geografici, e restiamo impassibili davanti alle notizie riguardanti l’alta tensione tra gli U.S.A. e il resto del mondo. Abbiamo perso la memoria storica, quella dei nostri nonni che ci hanno realmente spiegato cosa significava “Liberazione”, che hanno vissuto quei momenti, quegli attimi in cui si resero conto che tutto era finito, che le pene passate in quegli anni erano finiti, malgrado poi negli anni seguenti furono costretti a grossi sacrifici, ma consapevoli, almeno, di essere liberi. Un concetto, la libertà, che noi non possiamo capire fino in fondo. Quando mio nonno raccontava gli episodi della guerra, non mi guardava negli occhi e non voleva che io lo guardassi, aveva paura che io potessi capire quello che aveva realmente vissuto e voleva preservarmi da quelle tragiche scene.

I venti di guerra che provengono dal Pacifico, hanno il sapore della sconfitta dell’umanità. Corsi e ricorsi storici, ci riportano sempre allo stesso punto, quel punto in cui capisci che l’essere umano non è certo dotato di quell’intelligenza che tutti noi professiamo e di cui ci vantiamo. Questa delicata situazione, insieme all’uscita del Regno Unito dall’Europa, sancita con il referendum sulla Brexit e diventata ufficiale da qualche settimana, rafforza quella sensazione di instabilità. I risultati del primo turno delle presidenziali Francesi, ci offrono la possibilità di riflettere ancora di più su come il mondo intero stia attraversando non certo il periodo migliore. L’affermazione di Le Pen (estrema destra) che duellerà al ballottaggio contro il centrista Macron, conferma ancora di più che le aleatorie speranze di unità di intenti per fare fronte comune stiano crollando sotto i colpi del terrorismo in primis e della delusione di un’Europa unita mai nata.

La situazione a livello mondiale è la fedele riproduzione della nostra piccola Italia. Un’Italia unita solo geograficamente ma su cui spirano sempre forti i venti della divisione. Una confusione politica come quella attuale, non ha precedenti. Il vecchio sistema quello che ci ha portato alla situazione attuale contro il nuovo, che però non ha ancora dimostrato la forza e la capacità di poter realmente sovvertire le sorti di questo paese. A livello locale siamo messi ancora peggio.

La parola “Liberazione”, riporta alla mente le scene della notte dei risultati del ballottaggio tra Fuccio e Santillo. La notte che sancì la netta e schiacciante vittoria dell’attuale sindaco che sfilando per la città inneggiava alla Libertà, seguito da tanti giovani che avevano creduto in lui. E’ passato quasi un anno e aldilà degli scontri politici, fatti attraverso il più diffuso social network degli ultimi tempi, è evidente che risultati importanti per la città di Casoria non ci sono stati. Non è un attacco all’amministrazione né tantomeno una critica, è solo raccontare l’attuale situazione. E’ risultato evidente che l’annunciato ricambio generazionale, non c’è stato, molti di quelli che oggi sono al governo, lo erano anche prima, e molti di quelli che oggi criticano questo governo, sono stati seduti in quelle poltrone precedentemente con gli stessi risultati.

E’ evidente lo stato in cui versa la città, ed i problemi sul tappeto: sempre gli stessi da vent’anni a questa parte.  L’incertezza del futuro e gli spettacoli indecorosi a cui si assiste in occasione delle sedute di consiglio comunale, cozzano contro qualsiasi velleità di buon governo e di buoni propositi.

E allora noi festeggiamo un’altra “Liberazione”, ci riempiamo la bocca di concetti che realmente non capiamo, pensando già a come metterci a posto la coscienza e il futuro (guardando solo al proprio orticello), ma nessuno poi realmente crede al bene comune. L’evidenza più chiara è che nessuno in questi anni, né in questo passato ha pensato alla città a chi la abita. Porre le basi per il futuro sanando debiti e guardando lontano è una scelta sacrosanta e intelligente, ma bisogna farlo contestualmente ad un evidente miglioramento delle cose, della qualità della vita in una città che non ha mai avuto il piacere di conoscere cosa sia questo concetto.

Noi siamo per la libertà di stampa e per l’informazione a 360 gradi. Raccontiamo quello che vediamo, quello che i cittadini ci segnalano, non mettiamo le mani davanti agli occhi e invitiamo chiunque a non farlo, in particolar modo al sindaco, alla giunta e al consiglio comunale tutto. Aprite gli occhi, guardate aldilà di Piazza Cirillo, andate all’origine del problema.

Non basterà il ricordo di chi si immolò per la nostra libertà, se attualmente non godiamo di quella libertà nella nostra città.

Articolo precedenteFesta della Liberazione: Manifestazione in Piazza Cirillo
Articolo successivoAlla XIX edizione del Salone Internazionale del Fumetto “Napoli COMICON” torna il Premio Spaccanapoli, il riconoscimento che premia la migliore produzione fumettistica partenopea dell’anno appena trascorso.
Raccontare quello che accade senza dare giudizi, senza cedere alle pressioni, probabilmente non è il giornalismo dei giorni nostri, ma è sicuramente dare il giusto servizio ai lettori. Vive a Casoria, scrive, fotografa, sogna.