Home Salute & Benessere 15 Marzo Giornata Mondiale del Fiocchetto Lilla. “Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione“

15 Marzo Giornata Mondiale del Fiocchetto Lilla. “Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione“

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A cura della dottoressa Silvana Di Martino – I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione anche detti disturbi del comportamento alimentare, rappresentano una delle cause ad elevato rischio di mortalità nei giovani e non solo, vari sono i sintomi e le denominazioni che si danno, le categorie sotto elencate sono l’esempio di quanta emergenza sanitaria ci sia ed il perché  il  DCA, venga considerato  un epidemia.

1) Anoressia Nervosa

2) Bulimia Nervosa

3) Binge–Eating Disorders

4) Disturbo Evitante / Restrittivo dell’assunzione di cibo (Ortoressia, Anoressia inversa)

5) Disturbo della ruminazione

6) Pica

7) Altri disturbi specifici della nutrizione e dell’alimentazione(Night Eating Syndrome)

8) Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione non specificati

Un po’ di numeri:

  • 109:100.000 adolescenti ogni anno soffre di anoressia nervosa
  • 40:100.000 adolescenti ogni anno soffre di bulimia nervosa
  • 1010:100.000 adolescenti femmine e 660:100.000 adolescenti maschi ogni anno soffrono di Disturbo da alimentazione incontrollata

Credenze storiche:

  1. Colpisce gli adolescenti dai 14 ai 19 anni
  2. Colpisce prevalentemente le ragazze
  3. Diminuzione dell’età di insorgenza
  4. Aumento del numero di maschi affetti da disordini alimentari

L’origine dei disturbi della nutrizione ha origini multifattoriali, derivante dall’interazione di fattori predisponenti, che possono essere psicologici, genetici, ambientali e socioculturali, ed anche fattori precipitanti come diete restrittive o fai da te.

La terapia prevista per la cura dei disturbi alimentari è come per i fattori scatenanti, multidisciplinare, per quanto riguarda la parte nutrizionale, si effettuano programmi di educazione alimentare con RN (riabilitazione nutrizionale) e naturalmente sostegno psicologico e psicoterapia non solo per il paziente, ma molto spesso anche per i familiari.

In questo modo si da’ alle persone la possibilità di uscire dall’emergenza, gestendo il rapporto con il cibo e vivere meglio.

Il consiglio è affidarsi sempre ai professionisti del settore e sì alla multidisciplinarietà, per combattere un male oscuro, bisogna avere a disposizione quanto più luce è possibile.