1448646177854.jpg--luca_de_filippoIeri, 27 Novembre 2015, a Roma, è venuto a mancare uno dei pilastri più importanti della storia del teatro in assoluto, e in particolare di quello partenopeo, Luca De Filippo. Fu proprio il padre a presentarlo al pubblico prima di morire, dicendo “Non ne ho mai parlato, lui si è presentato da se, è venuto dalla gavetta, dal niente, sotto il gelo, delle mie abitudini teatrali, quando sono in palcoscenico a provare quando ero in palcoscenico a recitare…”. Forse è stata quella una delle ultime volte che li abbiamo visti recitare assieme. Ma non è l’unico caso, si ricordano infatti anche  Sabato, domenica e lunedì”,  “Il contratto”,  “Napoli milionaria!”, “Natale in casa Cupiello” nel ruolo del celebre Nennillo, dove una scena di particolare intenzione drammatica riunisce il padre e il filgio sotto i riflettori, “De Pretore Vincenzo”, dove rivestì per volere del padre il ruolo del protagonista. E ancora “Quei figuri di tanti anni fa”, grande spalla comica di suo padre, “Gennareniello”, “Il Berretto a Sonagli” e “O tuono ‘e marzo”, “Miseria e Nobiltà”, di cui è famoso un video estratto dalla commedia, dove Eduardo racconta la scalata che tutti i grandi attori della sua compagnia hanno avuto, partendo proprio da ruolo di Peppiniello:” “Io ho fatto Peppeniello ed ho avuto l’onore di recitare con Eduardo Scarpetta e tutti gli attori della mia compagnia hanno fatto Peppeniello. Oggi mio figlio è qui presente, Luca stasera farà Peppeniello in Miseria e Nobiltà. È preparato, ma non è un ragazzo prodigio. Ha vissuto accanto a me, mi fa compagnia ed è stato un dono che io ho avuto dal Signore, perché è veramente un mio carissimo amico questo qua. Non vi formalizzerete ad una sua disattenzione, perché ha sette anni”. Ultima, ma non meno importante, si ricorda l’opera “Non ti pago”, che l’attore e regista stava preparando per i suoi spettatori, e che avrebbe messo in scena anche dal 7 dicembre, al teatro “Eduardo De Filippo” di Arzano. L’attore per il rispetto che aveva verso il teatro, e verso i suoi spettatori, fino all’ultimo ha cercato di essere presente, nonostante la discopatia che i medici gli avevano diagnosticato al suo ricovero il 10 novembre.

Quando un grande attore termina il suo spettacolo, i suoi saluti sono accompagnati da una sequenza di Luce-buio- sipario. Ed è proprio così che ci saluta Luca, su un palco, con la luce dei riflettori, con il buio nei cuori, e con il ricordo di un sipario che tante volte ha aperto per noi.

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