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11 Settembre 2001, mentre a New York tutto il mondo si sentiva più fragile, a Casoria chiudeva l’ultima realtà industriale

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11_settembre_conseguenzeTre lustri, tanti sono trascorsi da quel tragico 11 Settembre del 2001. Una data ormai storica, che ha già segnato e segnerà per sempre l’inizio del 21° secolo. Le due torri gemelle del World Trade Center di New York, adiacenti a Wall Street, il simbolo del potere economico degli stati Uniti e dei più potenti stati mondiali, si sgretolarono sotto, l’attacco terroristico di Al Quaida che ha aperto le porte a tutto quello che si è susseguito, fino ad arrivare all’attuale stato islamico o ISIS. Si sgretolarono, come castelli di sabbia e tante furono, e ancora sono, le congetture, le ipotesi di cospirazione, fatto sta, che quella data ha cambiato il mondo, è stato lo spartiacque tra la supponenza e l’arroganza di essere privilegiati e difesi nei nostri confini e quello che invece ci sentiamo ora, molto più indifesi e meno padroni del nostro destino. Morirono 2752 persone, tra cui 343 vigili del fuoco e 60 poliziotti, vittime di 70 nazionalità diverse. I danni furono incalcolabili, e ancora peggio è stato il danno che le conseguenze di tutto ciò ha portato in giro per il mondo. Mentre tutto ciò catalizzava l’attenzione del mondo intero, nella nostra piccola realtà locale, la Cam, Costruttori associati meridionali, del gruppo Siemens, comunicava la decisione di chiudere completamente le attività produttive. Quest’azienda, presente sul territorio sin dal 1958 licenziava in quei giorni 123 persone (92 operai e 31 impiegati), in più metteva fine al lavoro di circa 200 occupati nell’indotto che si era creato intorno alla realtà produttiva della Siemens. Erano gli anni del boom della delocalizzazione da parte dei grossi gruppi, delle attività produttive nei paesi a basso costo, come avviene ancora e forse di più oggi. L’Enel che era quasi l’unico cliente per la Cam, con il 95% del fatturato, decise di farli costruire in Cina per abbattere i costi. Casoria aveva già affrontato nei decenni precedenti le chiusure di tutti i siti produttivi che videro periodi fertili tra gli anni 50 e 70, e quest’ultimo evento segnò il colpo finale per la disoccupazione cittadina, che non ha mai più visto un momento di ripresa. Ci sono date che segnano le epoche, a livello politico, umanitario ed economico, contestualizzando l’11 Settembre a Casoria, possiamo affermare che l’ultima realtà industriale cittadina chiudeva e si portava con se tutte le speranze di ripresa di una città in cui sopravvivere senza lavoro diventava sempre più difficile e dove ancora più mortificante affermare che nulla è cambiato….anzi.

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Raccontare quello che accade senza dare giudizi, senza cedere alle pressioni, probabilmente non è il giornalismo dei giorni nostri, ma è sicuramente dare il giusto servizio ai lettori. Vive a Casoria, scrive, fotografa, sogna.