Definito “anno del weekend lungo”, questo 2017 ci ha regalato tanti ponti e vacanze dal lavoro e/o studio di cui abbiamo approfittato (chi più, chi meno), ma siamo davvero sicuri che sia stata un’occasione di recupero psicofisico? Ci siamo liberati realmente dallo stress?

Quest’anno il calendario ha favorito qualche gioia festiva in più rispetto all’anno scorso. Il ponte dell’Epifania, il weekend di Pasqua, il 25 aprile e il Primo maggio: come abbiamo trascorso il nostro tempo e come possiamo ancora sfruttare le ultime occasioni rimaste?

Il weekend lungo è, in primo luogo, un momento per staccare la spina e riposarsi. Dovremmo approfittare della pausa dalle nostre attività quotidiane per rigenerarci e rilassarci. Mai vero. Soprattutto noi donne sfruttiamo questi momenti per trasformarci in vere e proprie “casalinghe disperate”: cambio di stagione, pulizie di primavera, potatura delle piante del giardino, sfratto esecutivo di acari e polvere e chi più ne ha più ne metta. Il tempo che abbiamo a disposizione in più non viene sfruttato come opportunità di recupero, ma per smontare la casa come se fosse fatta di mattoncini Lego.

C’è poi lo studente. “Ah! Approfitto di questi giorni per incominciare a preparare l’esame!”, “Io, invece, ho pensato di fare qualche ricerca per la tesi”. Il primo giorno generalmente si dorme, il secondo giorno si organizza la gita fuori porta con gli amici – annessi carne, vino, pallone, carte napoletane- e il terzo giorno si gode di uno stato confusionale derivante dalla stanchezza del giorno precedente e dall’ansia del rientro previsto per il giorno dopo.

Segue poi chi preferisce il viaggio “mordi e fuggi”. Prendi il treno, il treno fa ritardo, arrivi in hotel, posa i bagagli, fai la coda per mangiare, fai la coda per visitare i monumenti, fai la coda per i bagni pubblici, vai a visitare il paesino con vista sul mare, piove tipo nuvola di Fantozzi, compra l’ombrello, torna in hotel, prepara le valigie, non si chiudono le valigie, vai alla stazione, il treno fa di nuovo ritardo. Torni a casa. Ah, mi sono proprio rilassato!

E infine c’è l’apatico. Colui che stacca il telefono, chiude le persiane, non apre al postino e poltrisce tutto il tempo a disposizione. Torna a lavoro riposato, ma sicuramente più annoiato e insoddisfatto di prima.

Insomma siamo davvero sicuri che questi weekend del 2017 ci abbiano fatto bene? Avremmo sicuramente potuto sfruttare meglio il tempo. Dosare bene energie e giorni a disposizione, evitare di strafare in un senso o nell’altro e pianificare –in modo abbastanza elastico- le attività che vorremmo svolgere possono essere dei buoni propositi.

Abbiamo comunque occasione di migliorare. Possiamo organizzarci meglio per i prossimi ponti. Ci aspettano quello del 2 giugno e il più distante Ferragosto. Come si suol dire: Ritenta, sarai più fortunato!

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