Un vero successo l’apertura dei Musei nel giorno di Pasquetta. Gli amanti dell’arte hanno avuto la possibilità di trascorrere una giornata speciale grazie alle opportunità a tutti loro riservate. Napoli grande protagonista di questa giornata culturale. Anche la scommessa della riapertura della Reggia di Caserta a Pasquetta ha dato i risultati sperati; fiumi di turisti, entusiasmati ed estasiati. Torniamo, però, a Napoli; una Napoli magica, che lascia tutti senza fiato. Sylvain Bellenger, il nuovo Direttore del Museo di Capodimonte, sta dando nuova luce al Museo che, non dimentichiamolo, è uno dei più importanti al mondo; basta citare la Collezione Farnese, che costituisce il nucleo fondante del Museo di Capodimonte, o ancora la Galleria delle cose rare, dove nelle sale 13 e 14 è possibile ammirare oggetti d’arte rari e preziosi, o ancora la Galleria che si trova al secondo piano del Museo che racconta la storia dell’arte a Napoli e nel Mezzogiorno dal ‘200 al ‘700. O basta addirittura pronunciare poche parole, la Flagellazione di Cristo di Caravaggio, che ci rimandano ad un autentico capolavoro. E tanto altro ancora… impossibile riassumere la ricchezza culturale raccolta in questo strepitoso Museo, una volta anche residenza reale. Le novità apportate dal nuovo Direttore non sono ancora tante, ma essenziali affinché  il Museo possa essere visitato dal maggior numero possibile di turisti, spesso impossibilitati anche solo nel raggiungerlo. Oggi, finalmente, grazie ad un’idea di Bellenger, il Museo ed il Bosco di Capodimonte sono più vicini; la navetta Shuttle Capodimonte consente ai turisti che partono dal centro di arrivare direttamente al Museo. Buona anche l’idea di chiudere l’accesso al Parco di Capodimonte, tutelandolo in un giorno di particolare confusione, potendo così gestire al meglio l’afflusso dei turisti. Mostra curata in ogni suo dettaglio dal Direttore e dallo storico dell’arte Luigi Gallo. Parade, la più grande opera di Pablo Picasso, esposta in rare occasioni a causa delle sue dimensioni, 17 metri di base per 10 di altezza, conservata al Centre Georges Pompidou di Parigi. La tela è esposta nel Salone delle Feste dell’Appartamento Reale di Capodimonte, cornice perfetta per un’opera così maestosa ed importante. Picasso nacque a Malaga nel 1881, figlio del pittore don Jose Ruiz Blasco (Picasso è il cognome della mamma) e iniziò a dipingere da bambino; il padre lo instradò subito all’arte.. I primi anni sono segnati da spostamenti che lo portano da Malaga a La Coruna  a Barcellona, fino a quando a 16 anni il padre lo iscrisse alla Real Academia de Bellas Artes de San Fernando a Madrid. L’esperienza fu, però, breve. Picasso è attratto piuttosto dal fervore di novità che si comincia a respirare a Barcellona. Ma, nel 1904, Picasso abbandonò definitivamente la Spagna, trasferendosi a Parigi. Data fondamentale è il 1916, periodo in cui si apre un nuovo orizzonte nel suo lavoro.  Il giovane poeta Jean Cocteau gli presenta Sergej Diaghilev, impresario della compagnia dei Ballets russes che si fa vanto di lavorare con musicisti come Debussy, Stravinnskij, Satie. Il 18 maggio 1917 viene rappresentato al Theatre du Chatelet a Parigi Parade, musicato da Satie, che segna il debutto teatrale di Picasso, che disegna scene e costumi. Picasso, per preparare Parade ha compiuto un viaggio in Italia, durato otto settimane. È un’opera straordinaria, di grande intensità emotiva. In quest’opera Picasso torna al tema del circo, ma qui è possibile cogliere anche richiami alla tradizione napoletana, dal presepe alle marionette al teatro popolare. Nelle sale adiacenti, inoltre, un’ampia selezione di disegni, dipinti, foto, video. Il tema di questa esposizione è, racconta il curatore S. Bellenger, l’avventura che darà vita a Parade. Il grande sipario non è un oggetto di scena, ma un’opera d’arte, la più grande opera che Picasso abbia mai realizzato. La mostra è promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Soprintendenza di Pompei, il Museo e Real Bosco di Capodimonte e il Teatro dell’Opera di Roma, con il contributo della Regione Campania e attraverso la Fondazione regionale Donnaregina per le arti contemporanee la società regionale Scabec, con la produzione e l’organizzazione di Electa. L’esposizione è aperta fino al 10 Luglio 2017 e sarà possibile, proprio come spiega il Direttore Bellenger, aprire lo sguardo su una pagina fondamentale  della storia dell’arte e della cultura europea.

 

 

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