L’interpretazione è stata affidata a Massimo Masiello, Matteo Mauriello, Marianita Carfora, Laura Pagliara, Valeria Frallicciardi con le musiche di Antonio Sinagra.

Eduardo Milionario ha come tema fondamentale “la famiglia”raccontata appunto attraverso le opere più significative di Eduardo, come Napoli milionaria, Mia famiglia, Uomo e Galantuomo, Sabato Domenica e Lunedì per finire con “Natale in casa Cupiello”la commedia che riassume i drammi grandi e piccoli che nascono nella famiglia e vengono custoditi gelosamente dalla stessa.

Una cosa che mi ha particolarmente colpita è stata la scenografia ed i costumi che hanno rafforzato e contestualizzato nell’attuale periodo storico il pensiero di Eduardo, quella che era la sua idea e concezione della famiglia e del sistema sociale in genere.   Alcune trasgressioni poi, come la sostituzione delle famose “lettere” di Natale in Casa Cupiello ed Uomo e Galantuomo con il WhatsApp hanno reso ancora più godibile e esilarante lo spettacolo attraverso la sottile ironizzazione ed i paradossi sociali di netta importazione eduardiana.

Che dire più, se non riconoscere che il teatro, fatto così, con passione e dedizione in un luogo simbolo del riscatto sociale di Napoli, quale appunto il Rione Sanità, così caro allo stesso Eduardo ed a Toto, dà un’emozione incredibile.

Qui si avverte infatti come il senso della vita prepotentemente riprende il proprio posto ad indicarci nella concretezza dei fatti che alla fine dopo il buio c’è sempre la luce. “Addà passà a nuttata”, diceva Eduardo nella sua famosa commedia Napoli Milionaria, e questo è l’invito che ho colto ieri assistendo a questa “pièce teatrale” che ha fatto ridere e sognare nello stesso tempo una Napoli che ha il volto delle nostre mamme, ha il volto di mia figlia che ieri sera è stata impareggiabile nel cantare “vulesse truva’ pace”, ha il volto di Massimo di Matteo, Valeria e Laura interpreti bravissimi dei vari testi.

Napoli viene qui rappresentata nella sua essenza più profonda anche grazie al regista Antonio De Rosa che con Eduardo ha studiato e lavorato e ieri con questo lavoro ha voluto trasmetterci la sua eredità in termini sia artistici che culturali.

Ci ha accompagnato in questo viaggio fantastico la musica del maestro Sinagra che di certo non poteva mancare in omaggio alla tradizione canora partenopea, considerando che per i napoletani la musica è vita.

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