Tempi duri per i cittadini. Gli invisibili, quelli che non fanno parte del grande Circo Barnum della politica politicante: che litiga ma non risolve i problemi. Quelli che si spaccano la schiena per far quadrare il bilancio familiare e per mettere insieme- ogni giorno- il pranzo con la cena. Gli indici di finanza economica ci dicono che l’Italia ha agganciato il carro della ripresa. Ma il 54° rapporto Censis ci dice il contrario! Il Pil(prodotto interno lordo) non è commestibile e non fa felici gli italiani: quelli che non campano con i costi e sui costi della politica. Cresce il rancore, la paura sociale, la xenofobia e la sfiducia nella politica. C’è un boom di indigenti: al Sud il 100% in più. Il Paese come da cent’anni a questa parte è spaccato in due. Il Nord, ricco con servizi sociali di eccellenza, in primis la sanità, che anzi attira gli assistiti del Sud, che con quell’ inarrestabile fenomeno della mobilità sanitaria drena risorse a favore di un sempre maggiore sviluppo della Aziende sanitarie lombarde e venete. Tanto per citare due Regioni dove la Sanità, e non solo quella funziona come Dio comanda! Cresce il divario socio- economico tra il Mezzogiorno sempre più giù anche nelle classifiche della qualità della vita, ed il Nord: locomotiva del Belpaese. I nostri giovani, i nostri figli scappano via, al di là del Garigliano aumentando la massa di cervelli che emigrano, stavolta con Pc, Smartphone, e Trolley, depauperando sempre di più la nostra organizzazione sociale. Un capitale umano, sul quale si è investito: una futura classe dirigente che va via per trovare lavoro e futuro! Le grandi aree urbane del Sud, ovvero città come Napoli, Palermo e Catania registrano ogni anno che passa un aumento della fuga dei giovani. Giovani che sono in via di estinzione. In Italia ci sono 11 milioni e 600 mila giovani su 60 milioni di abitanti. Fate più figli dice la Lorenzin Ministra della Salute senza laurea! Non serve per fare il Ministro della Repubblica. Nemmeno alla Ministra della Pubblica Istruzione Fedeli. Sante parole!!! Ma per fare figli o farne di più bisognerebbe avere lo stipendio da Ministri!! 530 operai della fabbrica Fiat di Cassino con una semplice mail vengono buttati fuori dall’oggi al domani. Quando  studiavo il Diritto del lavoro si chiamava licenziamento ad nutum(con un cenno della testa!). Ma chi scrive ha avuto la fortuna di studiare sui testi di Gino Giugni il padre dello Statuto dei Lavoratori che consentiva alle organizzazioni sindacali di entrare nelle fabbriche per attuare sul campo, quei diritti costituzionali per i quali migliaia di italiani imbracciarono i fucili contro  il nazi- fascismo per la libertà e la democrazia. Quegli stessi diritti svenduti dai cosiddetti “Democratici” sull’altare di politiche neo- liberiste che hanno prodotto unicamente precarietà e rabbia sociale. Questo è il quadro! Mentre accade tutto ciò, i politici sono impegnati a cercarsi il collegio perfetto, agganciato al listino sicuro per un posto al sole nel futuro parlamento della Repubblica, che nascerà nelle ormai prossime elezioni politiche del marzo 2018. Uno spettacolo davvero poco edificante. Un frullatore impazzito nato da quel brutto pasticciaccio del Rosatellum dal nome, che non entrerà di certo nella storia, del parlamentare Ettore Rosatoautore della legge elettorale con la quale andremo al voto. I collegi uninominali dalle nostre parti portano il nome della nostra Casoria. Uno è  denominato collegio 6- Napoli 2 per il Senato e si comporrebbe dei seguenti comuni: Acerra, Afragola, Arzano, Brusciano, Caivano, Cardito, Casalnuovo di Napoli, Casavatore, Casoria, Castello di Cisterna, Crispano, Frattamaggiore, Frattaminore, Grumo Nevano, Mariglianella, Marigliano, Pomigliano d’Arco, San Vitaliano, Scisciano, Volla.  Mentre il collegio per l’uninominale per la Camera dei Deputati dovrebbe ricalcare quello del Mattarellum del 1993, ovvero Casoria e Frattamaggiore. Usiamo il condizionale perché le composizioni dei vari collegi potrebbero essere ridisegnate e/o cambiate nel testo in corso di approvazione al Parlamento in questi giorni.Ma ciò che conta è la contiguità dei comuni che fanno parte del collegio di Casoria.Collegi composti da quella striscia di Paesoni indistinti e spesso distanti dai bisogni dei cittadini con problematiche sociali ed ambientali di carattere sempre eccezionali ed emergenziali. La cosiddetta Area a Nord di Napoli. E’ forse l’ultima occasione per la nostra città di porsi iniziando dal dato elettorale quale comune “visibile” alle politiche regionali e nazionali. Eh già, perché Casoria è scomparsa letteralmente dall’agenda politica sia regionale che nazionale. Da molto tempo a questa parte. Fino a prima dell’Unità d’Italia Casoria aveva la dignità di una Provincia.Era uno dei quattro distretti dei “Reali Domini” al di qua del Faro, del Regno delle Due Sicilie. Gli altri erano Napoli, Castellammare e Pozzuoli. Un passato glorioso quello della Nobile Terra di Casoria. Città dei tre santi e di una prossima in arrivo. Unico caso al mondo. Ma la storia purtroppo per dirla con Karl Marx, nel nostro caso, si è ripetuta come tragedia, considerando le condizioni attuali della nostra città. Ma c’è ancora una possibilità: eleggere nel Collegio di Casoria uomini o donne credibili ed in grado di riportare la nostra Terra con le sue istanze ed i suoi bisogni all’attenzione di scenari politici nazionali. Uomini e donne non in gita qui da Noi, catapultati sul Territorio con l’unico obiettivo del prendi i voti e scappa! No, stavolta non lo consentiremo. Casoria può e deve tornare a riprendersi quel ruolo di capofila dell’Area a Nord di Napoli, che ha avuto negli anni novanta. Questo deve e sarà l’obiettivo di un gruppo di imprenditori,  professionisti e tanti cittadini casoriani che si raccolgono da tempo intorno all’esperienza del Giornale di Casoria, di Casa Casoria e di tante altre iniziative imprenditoriali di Carlo De Vita. Siamo legati da valori comuni e condivisi. Il cemento è il bene della città che portiamo nel cuore! Siamo viaggiatori del tempo, di questo tempo infame che ha gettato nella melma quei valori che ci sono stati trasmessi di generazione in generazione, dai nostri Cari, spesso con una tradizione orale che è insita nel nostro codice genetico. Ma non ci rassegniamo! Chi ci conosce e ci segue sa che amiamo le citazioni dei grandi della Storia, in questo caso della politica. Aldo Moro è uno di questi: che differenza abissale con i politici attuali. Il suo tentativo di cambiare il corso degli avvenimenti politici italiani insieme ad un altro grande della politica: Enrico Berlinguer finì nel sangue dello stragismo brigatista che insanguinò il nostro Paese sul finire degli anni settanta. Ma la lezione di questi uomini politici che scaldavano il cuore alla gente, resta scolpita nel tempo. Eccola!“Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere.” Aldo Moro…….Un nuovo senso del dovere! Un nuovo modo di fare politica! Un nuovo modo di votare! l’onestà e la competenza quale principio cardine dell’azione politica facendo solo ed unicamente gli interessi della nostra città e dell’altra Napoli: quella a Nord della città Metropolitana, che può e deve assumere un ruolo guida di cerniera dello sviluppo dell’Area vasta del capoluogo campano.

 

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