di Daniela Devecchi – Dopo le denunce e le custodie cautelari ai danni della Casoriambiente, a Casoria scoppia un nuovo scandalo. Come riporta anche il quotidiano Internapoli, secondo l’onorevole Pina Castiello, da tempo attenta alle dinamiche del comune, a Casoria esistono anche altri episodi che la macchiano ulteriormente quali presunte spese e acquisti senza indire alcuna gara, spese di ristoranti, alberghi finanche contributi per feste e associazioni. Le presunte accuse sono state portate innanzi al Ministro dell’economia e finanze, al Ministro per la semplificazione e pubblica amministrazione e al Ministro dell’Interno. La commissione consiliare di controllo, proprio a inizio luglio 2017, ha individuato sprechi presso la società Casoriambiente che ammontano a circa 800o euro e li ha trasmetti alla procura regionale della Corte dei conti per la Campania. Di questi solo 400 euro circa utilizzati per un pranzo e oltre 7000 per pagare un consulente esterno per la gestione del personale, figura che non mancava nella ditta stessa e per questo inutile dato che nella Casoriambiente c’erano ben 17 figure tra funzionari amministrativi e tecnici. Inoltre ,si specifica, per l’anno 2013 gli stessi addetti alla società menzionata avrebbero fatto un ricorso sproporzionato allo straordinario ben 250 ore a testa e sinceramente come si evince dalla situazione della città, Casoria non ha mai brillato per la pulizia. Non è finita qui. I soldi pubblici sarebbero stati usati dalla Casoriambiente anche per sponsorizzare feste e associazioni, utilizzando il denaro delle casse comunali in compiti che naturalmente non competevano. Tale denuncia era stata fatta in primis dal nostro giornale, che aveva messo in evidenza gli sprechi della Casoriambiente facendo aprire gli occhi anche a chi di dovere a quanto pare. I danni all’erario, a causa di questi consumi che si sono succeduti negli anni sono gravissimi e hanno portato il comune di Casoria alla triste situazione economica in cui sfortunatamente oggigiorno si ritrova.

Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •