NAPOLI – «Le baby gang non sono solo un problema di ordine pubblico, ma sociale. E sociale dev’essere anche parte della soluzione».

A dirlo è Raffaele Marrone, presidente del gruppo Giovani Confapi di Napoli.

«Condivido con grande convinzione quanto detto dalla mamma del povero Arturo, la professoressa Maria Luisa Iavarone, sul ruolo educativo dello sport per i giovani a rischio. Non bisogna cedere alla facile idea che siano generazioni perdute – ha proseguito Marrone – perché sarebbe una sconfitta di tutti. Si tratta, molto spesso, di ragazzi che hanno un approccio aggressivo alla vita perché non ne conoscono i valori e i principi. E perché, soprattutto, nessuno si è mai preoccupato di trasmetterglieli».

«Per questo, il ruolo dello sport sarebbe fondamentale. Come fondamentale sarebbe pure recuperare l’importanza dell’apprendistato come momento non solo di formazione ma di preparazione al mondo del lavoro e alle sue responsabilità – ha aggiunto –. Se un ragazzo sta in bottega, imparando un mestiere, è chiaro che non può stare in strada a fare danni».

«È necessario non abbandonarsi al pessimismo e lottare, e qui le Istituzioni possono e devono fare molto di più, per strappare a una vita di violenza e privazioni anche un singolo minore – ha concluso Marrone –. L’associazionismo, l’arte, il teatro sono tutti pezzi di una terapia d’urto certamente lunga, e di sicuro non facile, ma che rappresenta l’unica utile in questo momento».

Condividi su
  • 2
  •  
  •  
  •  
  •  
  •